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Dialogo e riconciliazione

Anne Applebaum sostiene la Giornata europea dei Giusti

La giornalista e scrittrice sostiene l'appello per una Giornata europea dedicata ai Giusti. Con il suo libro Gulag. Storia dei campi di concentramento sovietici ha vinto il Premio Pulitzer.


La Fondazione Geremek sostiene la Giornata europea dei Giusti

L'ente dedicato all'artefice dell'adesione della Polonia all'Unione Europea comunica: "L’istituzione di una Giornata Europea di Memoria dei Giusti sarà l’occasione per promuovere i valori della tolleranza, del coraggio civile, del rispetto dell’altro. per questo invitiamo i membri del Parlamento Europeo a firmare la Dichiarazione Scritta dell’iniziativa". 


6 marzo: la festa per dire grazie ai Giusti

Una maratona Gariwo, la foresta dei Giusti è stata organizzata il 6 marzo prossimo dalle 16 alle 20 al Teatro Parenti di Milano (ingresso libero) con musica, immagini e testimonianze per ricordare i Giusti, le donne e gli uomini che si sono opposti - e ancor oggi si oppongono - ai crimini contro l’umanità e ai totalitarismi. Un pomeriggio di festa, aperto a tutti.


Khaled Abdul Wahab ricordato dalla figlia Faiza

La figlia di Khaled Abdul Wahab, Faiza, risponde sul Jerusalem Post a Eva Weisel che sul New York Timesdove aveva ricordato come l'uomo avesse salvato la sua famiglia dalla Shoah e chiedeva a Yad Vashem di riconoscergli il titolo di Giusto fra le nazioni. Un passo che potrebbe segnare un punto di svolta nelle relazioni tra arabi ed ebrei e nella lotta al negazionismo.


"Dio, cosa farò quando torneranno?"

Yolande Mukagasana, sopravvissuta al genocidio del Rwanda, e  Jacqueline Mukansonera, la sua salvatrice, raccontano i terribili cento giorni agli studenti.


Facciamo un gesto concreto per la Pace in Medio Oriente

Il Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente in più di 20 anni di attività hanno dato un contributo fondamentale al dialogo tra israeliani e palestinesi e allo studio di alcune tra le più importanti questioni dell'area mediterranea.  Ora chiedono un aiuto, dopo il taglio dei finanziamenti pubblici.


Dialogo e riconciliazione

tra vittime e persecutori sono i Giusti a parlare al futuro

Nel tessuto sociale lacerato di un Paese in cui è stato perpetrato un genocidio o altri crimini contro l'Umanità, è molto difficile, anche a distanza di anni, la ripresa di un dialogo per ricucire gli strappi e ricostruire una trama di convivenza civile tra chi appartiene al campo delle vittime - come i sopravvissuti o i familiari o i rifugiati e i loro eredi- e chi a quello dei persecutori, dei complici o degli indifferenti. A cui si aggiunge il ruolo primario dello Stato, dei suoi funzionari e governanti, che spesso cercano di negare l'accaduto e rifiutano di assumersi le responsabilità - pur evidenti - dei massacri. Solo la capacità di reazione e di ascolto di chi non si è piegato all'omologazione dei comportamenti nel gruppo dei persecutori e ha rifiutato di adeguarsi a condotte che la coscienza non approva, può garantire la ripresa di una comunicazione tra le parti che sappia coniugare l'esigenza della verità e l'assunzione di responsabilità con l'apertura al futuro e  a una comune progettualità. 
I Giusti sono gli unici ad avere le carte in regola per farlo.

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La storia

Taner Akcam

uno dei primi accademici turchi a riconoscere e parlare del genocidio armeno