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Dialogo e riconciliazione

La Giornata dei Giusti in Europa

Editoriale di Gabriele Nissim, Presidente Gariwo, la foresta dei Giusti

“Mi sono reso conto che non riusciremo mai ad eliminare dalla Storia il male che gli uomini commettono nei confronti degli altri uomini. Nonostante il trauma di Auschwitz, i genocidi e i crimini contro l’umanità sono continuati nei


In carcere Ragip Zarakoglu e suo figlio

L'editore che si batte per il riconoscimento del genocidio armeno e per i diritti delle minoranze in Turchia è stato arrestato dal Governo, qualche giorno dopo suo figlio. Gariwo chiede al Governo italiano e a tutte le forze politiche che vengano attuati tutti i passi diplomatici necessari per la loro liberazione.


I musicisti di Israele suonano Wagner

Storica esibizione della Israel Chamber Orchestra, che a Bauyreuth, nel teatro fatto costruire da Richard Wagner, ha suonato musiche del compositore preferito da Adolf Hitler. Questa è la prima orchestra israeliana che suona in Germania.


Eurodeputata francese rivela origini armene

La deputata europea di nazionalità francese Muriel Marland-Militello ha ricordato in un meeting internazionale le proprie origini armene. Durante il Metz Yeghern sua madre e suo nonno furono salvati da una famiglia islamica.


La Bontà insensata a Roma

Intervengono Pierluigi Battista, Arrigo Levi, S.E. Mons. Ambrogio Spreafico.


Gabriele Nissim a Ferrara

Anche Gabriele Nissim interviene alla kermesse dedicata alla letteratura ebraica. Lo scrittore presenta il suo ultimo libro La Bontà insensata. Il segreto degli uomini Giusti.


Dialogo e riconciliazione

tra vittime e persecutori sono i Giusti a parlare al futuro

Nel tessuto sociale lacerato di un Paese in cui è stato perpetrato un genocidio o altri crimini contro l'Umanità, è molto difficile, anche a distanza di anni, la ripresa di un dialogo per ricucire gli strappi e ricostruire una trama di convivenza civile tra chi appartiene al campo delle vittime - come i sopravvissuti o i familiari o i rifugiati e i loro eredi- e chi a quello dei persecutori, dei complici o degli indifferenti. A cui si aggiunge il ruolo primario dello Stato, dei suoi funzionari e governanti, che spesso cercano di negare l'accaduto e rifiutano di assumersi le responsabilità - pur evidenti - dei massacri. Solo la capacità di reazione e di ascolto di chi non si è piegato all'omologazione dei comportamenti nel gruppo dei persecutori e ha rifiutato di adeguarsi a condotte che la coscienza non approva, può garantire la ripresa di una comunicazione tra le parti che sappia coniugare l'esigenza della verità e l'assunzione di responsabilità con l'apertura al futuro e  a una comune progettualità. 
I Giusti sono gli unici ad avere le carte in regola per farlo.

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La storia

Hrant Dink

giornalista che promosse il dialogo e la riconciliazione tra turchi e armeni