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Dialogo e riconciliazione

Il sostegno della fondazione e della biblioteca Havel

Vaclav Havel è stato uno scrittore, drammaturgo e politico ceco, il primo presidente della Repubblica Ceca. Dopo la repressione che è seguita alla Primavera di Praga è stato escuso dal teatro ed ha firmato il documento di protesta Charta '77, dopo che il gruppo musicale Plastic People viene arrestata.


La Bontà insensata

Incontro promosso dall'Associazione Grossman a cui partecipano Gabriele Nissim, autore del volume La Bontà insensata. Il segreto degli uomini giusti e Padre Aldo Trento, missionario della fraternità sacerdotale. Ingresso libero.


La collina dei Giusti del Rwanda

Editoriale di Yolande Mukagasana, sopravvissuta al genocidio rwandese e scrittrice

Perché il genocidio contro i Tutsi del Rwanda potesse avere inizio, prima di tutto ci si doveva sbarazzare di tutte le persone di buon senso contrarie a un simile piano. Il potere genocidario per prima cosa ha massacrato alcune


La "Bontà insensata" di Nissim alla terza ristampa

La rassegna stampa dedicata al nuovo libro di Gabriele Nissim La Bontà insensata. Il segreto degli uomini giusti edito da Mondadori.


Napolitano: "I Giusti salvarono l'onore dell'Italia"

Il Capo dello Stato scrive al Presidente del Comitato Foresta dei Giusti Gabriele Nissim e annuncia che nella Cerimonia prevista al Quirinale verrà ricordata la partecipazione degli ebrei italiani al Risorgimento. 
Articolo di Lorenzo Salvia sul Corriere della Sera.


Il giorno della Memoria dedicato ai Giusti

Domenica 23 gennaio 2011, ore 18.00 alla Casa della Poesia di Milano incontro organizzato dall'Associazione Amata e dedicato a coloro che hanno scelto il Bene. Intervengono Andrea Riccardi, Gabriele Nissim, Gad Lerner, Gotfried Wagner, Pino Petruzzelli.


Dialogo e riconciliazione

tra vittime e persecutori sono i Giusti a parlare al futuro

Nel tessuto sociale lacerato di un Paese in cui è stato perpetrato un genocidio o altri crimini contro l'Umanità, è molto difficile, anche a distanza di anni, la ripresa di un dialogo per ricucire gli strappi e ricostruire una trama di convivenza civile tra chi appartiene al campo delle vittime - come i sopravvissuti o i familiari o i rifugiati e i loro eredi- e chi a quello dei persecutori, dei complici o degli indifferenti. A cui si aggiunge il ruolo primario dello Stato, dei suoi funzionari e governanti, che spesso cercano di negare l'accaduto e rifiutano di assumersi le responsabilità - pur evidenti - dei massacri. Solo la capacità di reazione e di ascolto di chi non si è piegato all'omologazione dei comportamenti nel gruppo dei persecutori e ha rifiutato di adeguarsi a condotte che la coscienza non approva, può garantire la ripresa di una comunicazione tra le parti che sappia coniugare l'esigenza della verità e l'assunzione di responsabilità con l'apertura al futuro e  a una comune progettualità. 
I Giusti sono gli unici ad avere le carte in regola per farlo.

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La storia

Hrant Dink

giornalista che promosse il dialogo e la riconciliazione tra turchi e armeni