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Dialogo e riconciliazione

Marc Fermont e Carmela Rubin ricordano Moshe Bejski

Gariwo presenta Il Memorioso, lo spettacolo che andrà un scena per il Giorno della Memoria dedicato a Moshe Bejski con due ritratti inediti del Presidente della Commissione dei Giusti di Yad Vashem.


La Bontà insensata al Teatro Franco Parenti

Il 24 gennaio 2011 alle ore 18.00. al Teatro Franco Parenti, per il Giorno della Memoria presentazione del nuovo libro di Gabriele Nissim La bontà insensata. Il segreto degli uomini giusti, edito da Mondadori. Intervengono, oltre all'autore, l'editorialista del Corriere della Sera Antonio Ferrari, il filosofo Salvatore Natoli, il docente dell'Università Cattolica Vittorio Emanuele Parsi, la direttrice del Teatro Franco Parenti Andrée Ruth Shammah, l'oncologo Umberto VeronesiAll'interno sarà presto disponibile una rassegna stampa dell'evento editoriale.


A Milano lo spettacolo "Il Memorioso"

Il Comitato Foresta dei Giusti 
presenta per il Giorno della Memoria 2011
IL MEMORIOSO
Breve guida alla Memoria del Bene


Brianza, nasce il Bosco dei Giusti

Il 19 dicembre 2010 alle ore 9.30, ella ex Polveriera di Solaro inaugurazione del Bosco dei Giusti che nasce per ricordare figure esemplari di resistenza morale, in particolare ai regimi totalitari nella storia del Novecento. Il progetto è realizzato dal Parco delle Groane, dall'Associazione "Senza Confini" di Seveso e dal Comitato Foresta dei Giusti.


Spettacolo teatrale "Il Memorioso" per le scuole

Il Comitato Foresta dei Giusti presenta, il 26 gennaio 2011, per Il Giorno della Memoria. una rappresentazione di Paola Bigatto tratta dai libri di Gabriele Nissim Il Tribunale del Bene e La Bontà insensata. Con Massimiliano Speziani.


Israele e Palestina: pace impossibile?

L'editorialista del Corriere della Sera Antonio Ferrari dialoga con il direttore del Centro italiano per la Pace in Medio Oriente Janiki Cingoli per la rubrica "Voci dal vicino oriente" su Corriere.it. All'interno editoriale di J. Cingoli sui "Giusti" del Medio Oriente. 


Dialogo e riconciliazione

tra vittime e persecutori sono i Giusti a parlare al futuro

Nel tessuto sociale lacerato di un Paese in cui è stato perpetrato un genocidio o altri crimini contro l'Umanità, è molto difficile, anche a distanza di anni, la ripresa di un dialogo per ricucire gli strappi e ricostruire una trama di convivenza civile tra chi appartiene al campo delle vittime - come i sopravvissuti o i familiari o i rifugiati e i loro eredi- e chi a quello dei persecutori, dei complici o degli indifferenti. A cui si aggiunge il ruolo primario dello Stato, dei suoi funzionari e governanti, che spesso cercano di negare l'accaduto e rifiutano di assumersi le responsabilità - pur evidenti - dei massacri. Solo la capacità di reazione e di ascolto di chi non si è piegato all'omologazione dei comportamenti nel gruppo dei persecutori e ha rifiutato di adeguarsi a condotte che la coscienza non approva, può garantire la ripresa di una comunicazione tra le parti che sappia coniugare l'esigenza della verità e l'assunzione di responsabilità con l'apertura al futuro e  a una comune progettualità. 
I Giusti sono gli unici ad avere le carte in regola per farlo.

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La storia

Hrant Dink

giornalista che promosse il dialogo e la riconciliazione tra turchi e armeni