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Dialogo e riconciliazione

Giornata in onore dei Giusti a Milano

Il 5 maggio 2009, alle ore 10.30, presso il Giardino dei Giusti di tutto il mondo, Monte Stella, si terrà la cerimonia in onore dei Giusti scelti dall'Associazione per il Giardino e confermati dal Comitato dei Garanti.
Dedica di un albero e di un cippo per Pierantonio Costa, Khaled Abdul Wahab, Hrant Dink, Dusko Kondor, Anna Politkovskaja, i Giusti Italiani della Shoah, alla presenza dei familiari e dello stesso Console Costa.


Memoria e attualità dei Giusti

Giorno della Memoria 2009. il 23 gennaio un convegno Internazionale con Robert Satloff, Raymond Kévorkian, Svetlana Broz, Gabriele Nissim, Daniele Nahum.



Esce in Italia "L'inquietudine della colomba" di Hrant Dink

Pubblicata in italiano la raccolta di interventi di Hrant Dink sulla questione delle relazioni tra armeni e turchi, sul dialogo e sul riconoscimento del genocidio armeno. Sottotitolo: "Essere armeni in Turchia", edizione Guerini e Associati.


I Giusti nel tempo del male finalmente in italiano

È uscito finalmente in italiano il libro di Svetlana Broz "Good People in the Evil Time", in cui sono raccolte le storie di solidarietà tra le diverse etnie durante la pulizia etnica in Bosnia-Erzegovina. Trasferitasi da Belgrado a Sarajevo, per il suo lavoro a favore della riconciliazione.


Gabriele Nissim premiato a Milano

Menzione Speciale del "Premio per la pace 2007" della Regione Lombardia per "il costante impegno intellettuale e la continua ricerca e riflessione sul tema dei Giusti". 3 dicembre 2007, ore 17, cerimonia al teatro Manzoni


Conferenza con Svetlana Broz

Incontro In memoria di Dusko Kondor: "Memoria del bene e percorsi di riconciliazione". Interventi di Broz, Nissim, Sekulic. Proiezione documentari. Tavola rotonda conclusiva e monologo teatrale di Paola Bigatto: La banalità del male (Hannah Arendt e il processo Eichmann a Gerusalemme).


Dialogo e riconciliazione

tra vittime e persecutori sono i Giusti a parlare al futuro

Nel tessuto sociale lacerato di un Paese in cui è stato perpetrato un genocidio o altri crimini contro l'Umanità, è molto difficile, anche a distanza di anni, la ripresa di un dialogo per ricucire gli strappi e ricostruire una trama di convivenza civile tra chi appartiene al campo delle vittime - come i sopravvissuti o i familiari o i rifugiati e i loro eredi- e chi a quello dei persecutori, dei complici o degli indifferenti. A cui si aggiunge il ruolo primario dello Stato, dei suoi funzionari e governanti, che spesso cercano di negare l'accaduto e rifiutano di assumersi le responsabilità - pur evidenti - dei massacri. Solo la capacità di reazione e di ascolto di chi non si è piegato all'omologazione dei comportamenti nel gruppo dei persecutori e ha rifiutato di adeguarsi a condotte che la coscienza non approva, può garantire la ripresa di una comunicazione tra le parti che sappia coniugare l'esigenza della verità e l'assunzione di responsabilità con l'apertura al futuro e  a una comune progettualità. 
I Giusti sono gli unici ad avere le carte in regola per farlo.

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Multimedia

"L'importanza dei Giusti"

intervista ad Aldo Ferrari

La storia

Taner Akcam

uno dei primi accademici turchi a riconoscere e parlare del genocidio armeno