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Dialogo e riconciliazione

Gabriele Nissim premiato a Milano

Menzione Speciale del "Premio per la pace 2007" della Regione Lombardia per "il costante impegno intellettuale e la continua ricerca e riflessione sul tema dei Giusti". 3 dicembre 2007, ore 17, cerimonia al teatro Manzoni


Conferenza con Svetlana Broz

Incontro In memoria di Dusko Kondor: "Memoria del bene e percorsi di riconciliazione". Interventi di Broz, Nissim, Sekulic. Proiezione documentari. Tavola rotonda conclusiva e monologo teatrale di Paola Bigatto: La banalità del male (Hannah Arendt e il processo Eichmann a Gerusalemme).


Tre incontri sui Giusti alla Casa armena

In Piazza Velasca a Milano Gabriele Nissim e Pietro Kuciukian presentano il progetto GARIWO e incontrano i Giusti.


In Parlamento una targa per i Giusti

153Proposta una targa dedicata a tutti gli italiani riconosciuti "Giusti tra le nazioni" da Yad Vashem 


"Il Tribunale del Bene" presentato in Parlamento

Il 27 febbraio 2003 a Roma, presso la Camera dei Deputati, Sala del Refettorio di Palazzo S. Macuto, alle ore 16.30 presentazione del libro Il Tribunale del Bene e dibattito su "I Giusti e la memoria del Bene" alla presenza di Moshe Bejski, presidente emerito della Commissione dei Giusti di Yad Vashem


Conferenza a Padova sui Giusti nel mondo

Il 29 novembre 2001 a Palazzo del Bo, giornata di studio sui giusti con la presentazione degli atti del convegno  "Si può sempre dire un sì o un no. I giusti contro i genocidi degli armeni e degli ebrei"  e la premiazione di J. Divjak e A. Nur Zarakolu.


Dialogo e riconciliazione

tra vittime e persecutori sono i Giusti a parlare al futuro

Nel tessuto sociale lacerato di un Paese in cui è stato perpetrato un genocidio o altri crimini contro l'Umanità, è molto difficile, anche a distanza di anni, la ripresa di un dialogo per ricucire gli strappi e ricostruire una trama di convivenza civile tra chi appartiene al campo delle vittime - come i sopravvissuti o i familiari o i rifugiati e i loro eredi- e chi a quello dei persecutori, dei complici o degli indifferenti. A cui si aggiunge il ruolo primario dello Stato, dei suoi funzionari e governanti, che spesso cercano di negare l'accaduto e rifiutano di assumersi le responsabilità - pur evidenti - dei massacri. Solo la capacità di reazione e di ascolto di chi non si è piegato all'omologazione dei comportamenti nel gruppo dei persecutori e ha rifiutato di adeguarsi a condotte che la coscienza non approva, può garantire la ripresa di una comunicazione tra le parti che sappia coniugare l'esigenza della verità e l'assunzione di responsabilità con l'apertura al futuro e  a una comune progettualità. 
I Giusti sono gli unici ad avere le carte in regola per farlo.

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Multimedia

"L'importanza dei Giusti"

intervista ad Aldo Ferrari

La storia

Pinar Selek

sociologa turca e attivista per la pace e i diritti umani