Gariwo: la foresta dei Giusti GariwoNetwork

English version | Cerca nel sito:

Dialogo e riconciliazione

Perché soltanto un arabo è Giusto fra le nazioni?

"Gli arabi non avevano da guadagnare – bensì da perdere – a essere identificati come salvatori degli ebrei”, ha spiegato lo studioso Robert Satloff. Questo contribuisce a spiegare il silenzio sui Giusti arabi. Oggi questo silenzio viene rotto dal riconoscimento di Mohamed Helmy, medico egiziano, come Giusto fra le nazioni. Ma restano aperte molte domande. Di Ofer Aderet


Le basi del dialogo tra ebrei e musulmani

Diciamoci la verità. È molto raro vedere insieme ebrei e musulmani discutere di antisemitismo e islamofobia. Ciò può accadere soltanto in qualche parte d’Europa, perché in tutto il contesto mediorientale prevalgono i pregiudizi.


Non ci fermiamo finchè non parliamo

Il 1 maggio si è svolta come ogni anno in Israele, lo Yom Hazikaron, il giorno del ricordo dei soldati caduti in guerra - esteso anche alle vittime di terrorismo. In molte città israeliane da dodici anni a questa parte, si è scelto di celebrare questa ricorrenza con delle cerimonie speciali: israeliani e palestinesi ricordano insieme i loro caduti.


A Prostějov la post-verità si scontra con la verità storica

Durante la seconda guerra mondiale la città di Prostějov smantellò il vecchio cimitero ebraico vendendo o distribuendo le lapidi ai cittadini che le usarono per pavimentare strade e marciapiedi. Oggi la Fondazione Kolek Damesek e la Federazione delle comunità ebraiche ceche stanno lavorando per ridare al luogo la dignità storica che si merita.


"Mio fratello, quel terrorista"

La testimonianza di Abdelghani Merah, fratello dell'attentatore Mohamed Merah che uccise sette persone nel 2012 a Tolosa. Ha intrapreso una lunga marcia da Marsiglia fino a Parigi per superare l'odio e con la volontà di svegliare le coscienze e il dialogo.


I nostri angeli custodi musulmani

Il sito americano I am Your Protector. org è una miniera di storie antiche e nuove sui migranti, e in particolare i musulmani, che hanno condiviso con gli occidentali l'impegno a rendere questo mondo un posto migliore. Proponiamo a storia di Noor Inayat Khan, una principessa sufi che ha dato la vita per la lotta contro il nazismo.


Dialogo e riconciliazione

tra vittime e persecutori sono i Giusti a parlare al futuro

Nel tessuto sociale lacerato di un Paese in cui è stato perpetrato un genocidio o altri crimini contro l'Umanità, è molto difficile, anche a distanza di anni, la ripresa di un dialogo per ricucire gli strappi e ricostruire una trama di convivenza civile tra chi appartiene al campo delle vittime - come i sopravvissuti o i familiari o i rifugiati e i loro eredi- e chi a quello dei persecutori, dei complici o degli indifferenti. A cui si aggiunge il ruolo primario dello Stato, dei suoi funzionari e governanti, che spesso cercano di negare l'accaduto e rifiutano di assumersi le responsabilità - pur evidenti - dei massacri. Solo la capacità di reazione e di ascolto di chi non si è piegato all'omologazione dei comportamenti nel gruppo dei persecutori e ha rifiutato di adeguarsi a condotte che la coscienza non approva, può garantire la ripresa di una comunicazione tra le parti che sappia coniugare l'esigenza della verità e l'assunzione di responsabilità con l'apertura al futuro e  a una comune progettualità. 
I Giusti sono gli unici ad avere le carte in regola per farlo.

leggi tutto

La storia

Pinar Selek

sociologa turca e attivista per la pace e i diritti umani