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Dialogo e riconciliazione

Renzo Gattegna per la Giornata dei Giusti

Riportiamo la dichiarazione di Renzo Gattegna, presidente UCEI, sul significato e l'importanza del 6 marzo, Giornata europea dei Giusti, "prezioso momento di elaborazione".


I due lupi in ognuno di noi

L'intervento di don Alessandro Andreini, docente di cattolicesimo alla Gonzaga University di Firenze, al Forum internazionale Migranti e profughi di Agrigento, durante il quale è stato dedicato un albero a don Pino Puglisi.


The Shukran, "il mondo è nelle nostre mani"

Nasce The Shukran, un nuovo social network pensato “per dire grazie”. Fotografie, campagne e una manina, che ricorda la mano di Fatima, al posto del like. Ne abbiamo parlato con Illies Amar, uno dei giovani ideatori del progetto.


​“Gli ebrei onorino i Giusti”

La Polonia ha una storia drammatica ed è purtroppo ancora relativamente poco conosciuta. Vi avvengono fatti significativi, come nuove elezioni, una polemica a Varsavia sul Monumento per i Giusti e un goffo tentativo di alienare parti dell'ex lager di Belzec. Abbiamo provato a decifrare questi fatti con Annalia Guglielmi e il reporter e attivista ebreo polacco Konstanty Gebert


​Fuga per la salvezza nella Croazia occupata

Zeev Milo ha 93 anni. Figlio di mugnai croati, ebreo scampato alla Shoah grazie alla fuga nella zona italiana della Jugoslavia, da 65 anni vive a Tel Aviv, dove per gratitudine verso chi lo ha salvato, ha pubblicato vari libri sulla sua storia. Giovedì 18 giugno l'abbiamo incontrato nella sede di Gariwo.


Brno e le scuse per l'evacuazione forzata dei tedeschi

"La città di Brno si rammarica sinceramente per gli eventi del 30 maggio 1945 e dei giorni seguenti, quando migliaia di persone furono costrette a evacuare la città sulla base dell'applicazione del principio della colpa collettiva oppure della lingua parlata." Di Andreas Pieralli


Dialogo e riconciliazione

tra vittime e persecutori sono i Giusti a parlare al futuro

Nel tessuto sociale lacerato di un Paese in cui è stato perpetrato un genocidio o altri crimini contro l'Umanità, è molto difficile, anche a distanza di anni, la ripresa di un dialogo per ricucire gli strappi e ricostruire una trama di convivenza civile tra chi appartiene al campo delle vittime - come i sopravvissuti o i familiari o i rifugiati e i loro eredi- e chi a quello dei persecutori, dei complici o degli indifferenti. A cui si aggiunge il ruolo primario dello Stato, dei suoi funzionari e governanti, che spesso cercano di negare l'accaduto e rifiutano di assumersi le responsabilità - pur evidenti - dei massacri. Solo la capacità di reazione e di ascolto di chi non si è piegato all'omologazione dei comportamenti nel gruppo dei persecutori e ha rifiutato di adeguarsi a condotte che la coscienza non approva, può garantire la ripresa di una comunicazione tra le parti che sappia coniugare l'esigenza della verità e l'assunzione di responsabilità con l'apertura al futuro e  a una comune progettualità. 
I Giusti sono gli unici ad avere le carte in regola per farlo.

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Multimedia

Memoria e attualità dei Giusti. Come vedere il nemico con gli occhi dell'amico

servizio sul Convegno Internazionale per il Giorno della Memoria

La storia

Taner Akcam

uno dei primi accademici turchi a riconoscere e parlare del genocidio armeno