Gariwo: la foresta dei Giusti GariwoNetwork

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Dialogo e riconciliazione

Quando l'arte trasmette la memoria

Francine Mayran, artista ed esperta di Educazione al Consiglio d'Europa, ha realizzato suggestivi ritratti su cemento dei Giusti nella Shoah e negli altri genocidi. Per lei, non vi deve essere conflitto tra memorie, ma solo un'unica staffetta morale contro l'indifferenza. 


"I Giusti mostrano la nostra comune umanità"

Dyana Shaloufi Rizek è responsabile del Museo di Neve Shalom-Wahat Salam, un villaggio cooperativo abitato da ebrei e arabi palestinesi, dove le celebrazioni per il 6 marzo, Giornata europea dei Giusti, si sono tenute il giorno 10, per la prima volta in Israele. L’abbiamo intervistata sulle sue attività di promozione dell’esempio dei salvatori nel conflitto israelo-palestinese.


I Giusti riempiono un vuoto, non cambiano il mondo

Editoriale di Gabriele Nissim, presidente di Gariwo, la foresta dei Giusti

Pubblichiamo di seguito alcuni stralci dell'intervento che Gabriele Nissim, presidente di Gariwo, ha tenuto nell'incontro "La sfida dell'uomo giusto. Il viaggio verso la libertà" nell'ambito del Festival Jewish and the City. L'


Una partita per il dialogo tra le religioni

Lo sport è uno strumento molto forte per la pace e il dialogo interreligioso. Ne è convinto anche Papa Francesco, che ha fortemente voluto la Partita Interreligiosa per la Pace disputatasi lo scorso 1 settembre.


Israele torna a parlare di pace

La “Conferenza d’Israele per la Pace”, organizzata oggi a Tel Aviv dal quotidiano israeliano Haaretz, intende offrire una base per il dibattito interno e il confronto con la controparte. Intervengono il Presidente israeliano Shimon Peres e quello palestinese Mahmoud Abbas, mentre il Presidente Usa Barak Obama ha inviato un intervento scritto.


Tre religioni sotto lo stesso tetto

Questa è l’idea alla base del progetto “House of One”: tre religioni sotto lo stesso tetto, non solo metaforicamente, ma in una stessa struttura. E, per di più, a Berlino, città “di ferite e miracoli”, secondo il rabbino Tovia Ben-Chorin.


Dialogo e riconciliazione

tra vittime e persecutori sono i Giusti a parlare al futuro

Nel tessuto sociale lacerato di un Paese in cui è stato perpetrato un genocidio o altri crimini contro l'Umanità, è molto difficile, anche a distanza di anni, la ripresa di un dialogo per ricucire gli strappi e ricostruire una trama di convivenza civile tra chi appartiene al campo delle vittime - come i sopravvissuti o i familiari o i rifugiati e i loro eredi- e chi a quello dei persecutori, dei complici o degli indifferenti. A cui si aggiunge il ruolo primario dello Stato, dei suoi funzionari e governanti, che spesso cercano di negare l'accaduto e rifiutano di assumersi le responsabilità - pur evidenti - dei massacri. Solo la capacità di reazione e di ascolto di chi non si è piegato all'omologazione dei comportamenti nel gruppo dei persecutori e ha rifiutato di adeguarsi a condotte che la coscienza non approva, può garantire la ripresa di una comunicazione tra le parti che sappia coniugare l'esigenza della verità e l'assunzione di responsabilità con l'apertura al futuro e  a una comune progettualità. 
I Giusti sono gli unici ad avere le carte in regola per farlo.

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Multimedia

Memoria e attualità dei Giusti. Come vedere il nemico con gli occhi dell'amico

servizio sul Convegno Internazionale per il Giorno della Memoria

La storia

Taner Akcam

uno dei primi accademici turchi a riconoscere e parlare del genocidio armeno