English version | Cerca nel sito:

Dialogo e riconciliazione

Brasile, 50 anni dalla dittatura

In Brasile ricorre quest’anno il 50esimo anniversario dell’instaurazione della dittatura militare che destituì il presidente Joao Goulart e che governò il Paese dal 1964 al 1985. A giudicare i responsabili dei crimini commessi in questo periodo è chiamata una Commissione per la verità.


La terra buona di Srebrenica

I serbi e i bosgnacchi di due frazioni della cittadina devastata dal genocidio l'11 luglio 1995, lavorano insieme la terra come ai vecchi tempi. Coltivano grano saraceno dove per troppi anni c'erano solo i lupi e la felce aquilina, e per questo sono stati premiati anche dalla Fondazione Luciano Benetton


Dai canti popolari all'opera di Istvan Bibo

Dopo il 1956 il dissenso ungherese riprese a manifestarsi. Alcuni studiosi compivano ricerche etnografiche e soccorrevano le famiglie emarginate. Altri davano vita al samizdat. Il modello per tutti era Istvan Bibo, lo scrittore che affrontò le responsabilità ungheresi nella Shoah. Annalia Guglielmi ci guida in questo panorama umano e culturale ricco e commovente. 


"Perdono mio padre e il Sudafrica"

Il Premio Nobel Desmond Tutu è cresciuto nel Sudafrica dell'apartheid in una famiglia dove il padre picchiava la madre. Dalla rabbia e dalla pietà verso il genitore e se stesso ha tratto una grande lezione che poi ha saputo trasmettere a tutto il Paese anche grazie all'amicizia con Nelson Mandela, cui Gariwo ha dedicato un albero nel Giardino dei Giusti di Milano. 


Liberati due attivisti in Sri Lanka

Ruki Fernando e Padre Praveen Mahesan erano accusati di avere sobillato i tamil a ricostituire il loro esercito, ma le organizzazioni per i diritti umani hanno sottolineato che lavorano alla riconciliazione, facendo volontariato con famiglie che hanno perso congiunti in guerra. 


Addio a Nelson Mandela

Nelson Mandela sarà ricordato al Giardino dei Giusti di tutto il Mondo di Milano il 6 marzo 2014 in occasione della Giornata europea dei Giusti. Lo ha deciso proprio pochi giorni fa l'Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano, accogliendo la proposta di Gariwo.


Dialogo e riconciliazione

tra vittime e persecutori sono i Giusti a parlare al futuro

Nel tessuto sociale lacerato di un Paese in cui è stato perpetrato un genocidio o altri crimini contro l'Umanità, è molto difficile, anche a distanza di anni, la ripresa di un dialogo per ricucire gli strappi e ricostruire una trama di convivenza civile tra chi appartiene al campo delle vittime - come i sopravvissuti o i familiari o i rifugiati e i loro eredi- e chi a quello dei persecutori, dei complici o degli indifferenti. A cui si aggiunge il ruolo primario dello Stato, dei suoi funzionari e governanti, che spesso cercano di negare l'accaduto e rifiutano di assumersi le responsabilità - pur evidenti - dei massacri. Solo la capacità di reazione e di ascolto di chi non si è piegato all'omologazione dei comportamenti nel gruppo dei persecutori e ha rifiutato di adeguarsi a condotte che la coscienza non approva, può garantire la ripresa di una comunicazione tra le parti che sappia coniugare l'esigenza della verità e l'assunzione di responsabilità con l'apertura al futuro e  a una comune progettualità. 
I Giusti sono gli unici ad avere le carte in regola per farlo.

leggi tutto

La storia

Taner Akcam

uno dei primi accademici turchi a riconoscere e parlare del genocidio armeno