English version | Cerca nel sito:

Dialogo e riconciliazione

Combattere per la pace

Israeliani e palestinesi insieme. Non un'utopia, ma una bella realtà. È quella rappresentata da Combatants for Peace, un'associazione formata da ex soldati israeliani ed ex miliziani palestinesi uniti da un unico scopo: combattere per la pace, dicendo no all'uso delle armi.


La pietra della memoria necessaria alla riconciliazione

Incontro tra il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il presidente tedesco Joachim Gauck, in occasione della cerimona all'Ossario dei martiri di Sant'Anna, concentrata su due parole: memoria e riconciliazione.



La pace comincia dal cuore della gente

Tocca ai giovani di Israele vincere la sfida della pace. Questo il cuore del discorso che il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha pronunciato giovedì a Gerusalemme, sostenendo la costruzione di "due Stati per due popoli". Positive le reazioni israeliane.


I nuovi scenari dopo la sconfitta di Netanyahu

Editoriale di Gabriele Eschenazi, giornalista e scrittore

Da diverso tempo il sistema politico israeliano sembrava ingessato con al centro saldo e immarcescibile Bibi Netanyahu. A queste elezioni il primo ministro si era presentato senza avversari, incoronato primo ministro per i


Omaggio al Cardinale Martini

Editoriale di Stefano Levi della Torre

Commemorazione del Cardinale Martini 
pronunciata da Stefano Levi Della Torre il 7 settembre 2012 nell'ambito 
del Festival della Letteratura di Mantova, e pubblicata in "Ha Keillah" 
n


Yad Vashem onora il cardinale Saliège

Nel 1942, nella Francia occupata dai nazisti, scrisse in una lettera pastorale: "Gli ebrei sono nostri fratelli". Incisa sulla sua medaglia la scritta: "Chi salva una vita salva il mondo intero". Onori anche a Parigi. E il film sulla retata del Velodromo d'Inverno viene presentato per la prima volta a Washington. 


Dialogo e riconciliazione

tra vittime e persecutori sono i Giusti a parlare al futuro

Nel tessuto sociale lacerato di un Paese in cui è stato perpetrato un genocidio o altri crimini contro l'Umanità, è molto difficile, anche a distanza di anni, la ripresa di un dialogo per ricucire gli strappi e ricostruire una trama di convivenza civile tra chi appartiene al campo delle vittime - come i sopravvissuti o i familiari o i rifugiati e i loro eredi- e chi a quello dei persecutori, dei complici o degli indifferenti. A cui si aggiunge il ruolo primario dello Stato, dei suoi funzionari e governanti, che spesso cercano di negare l'accaduto e rifiutano di assumersi le responsabilità - pur evidenti - dei massacri. Solo la capacità di reazione e di ascolto di chi non si è piegato all'omologazione dei comportamenti nel gruppo dei persecutori e ha rifiutato di adeguarsi a condotte che la coscienza non approva, può garantire la ripresa di una comunicazione tra le parti che sappia coniugare l'esigenza della verità e l'assunzione di responsabilità con l'apertura al futuro e  a una comune progettualità. 
I Giusti sono gli unici ad avere le carte in regola per farlo.

leggi tutto

La storia

Corrado Bonfantini

personalità ribelle, promotore degli ideali socialisti di libertà e giustizia sociale