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Dialogo e riconciliazione

La memoria dei Giusti e la nostra identità europea

Editoriale di Gabriele Nissim, Presidente di Gariwo, la foresta dei Giusti

Il 10 maggio il Parlamento di Strasburgo ha approvato la Dichiarazione scritta che istituisce il 6 marzo come Giornata europea in memoria dei Giusti.
Il concetto di Giusto, nato dall’elaborazione del memoriale di Yad Vashem per


Siria, cacciato padre Dall'Oglio

Padre Paolo Dall'Oglio, sacerdote gesuita attivo in Siria da oltre 30 anni per il dialogo tra cristiani e musulmani, è stato espulso dal Paese. 


Gebert: "Ricordiamo i Giusti ancora poco conosciuti"

Il giornalista ed esponente di Solidarnosc Konstanty Gebert ha parlato con Gariwo della Giornata europea dei Giusti. Ha raccontato la storia del Giusto polacco Henrik Sławik e ha ricordato che la Polonia deve fare i conti sia con il nazismo che con il comunismo. 


Gianfranco Fini e la Giornata europea dei Giusti

Il Presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini si congratula per l'approvazione della Giornata dei Giusti europea con una lettera inviata a Gabriele Nissim.


La Giornata europea dei Giusti: una vittoria contro l'antisemitismo

Editoriale di Gabriele Nissim

Caro Furio Colombo,


L'ultima persona con cui vorrei fare un polemica sei proprio tu proprio per il grande merito che hai avuto nella istituzione della Giornata della Memoria in Italia. Proprio per questo mi ero rivolto a te


"Da oggi il concetto di 'Giusto' diventa patrimonio di tutta l'umanità"

La Dichiarazione scritta n. 3/2012 che chiede l'istituzione di una Giornata europea dei Giusti ha raggiunto la maggioranza al Parlamento Europeo. L'onorevole Gabriele Albertini, primo firmatario della Dichiarazione, è intervenuto durante la sessione plenaria a Bruxelles.


Dialogo e riconciliazione

tra vittime e persecutori sono i Giusti a parlare al futuro

Nel tessuto sociale lacerato di un Paese in cui è stato perpetrato un genocidio o altri crimini contro l'Umanità, è molto difficile, anche a distanza di anni, la ripresa di un dialogo per ricucire gli strappi e ricostruire una trama di convivenza civile tra chi appartiene al campo delle vittime - come i sopravvissuti o i familiari o i rifugiati e i loro eredi- e chi a quello dei persecutori, dei complici o degli indifferenti. A cui si aggiunge il ruolo primario dello Stato, dei suoi funzionari e governanti, che spesso cercano di negare l'accaduto e rifiutano di assumersi le responsabilità - pur evidenti - dei massacri. Solo la capacità di reazione e di ascolto di chi non si è piegato all'omologazione dei comportamenti nel gruppo dei persecutori e ha rifiutato di adeguarsi a condotte che la coscienza non approva, può garantire la ripresa di una comunicazione tra le parti che sappia coniugare l'esigenza della verità e l'assunzione di responsabilità con l'apertura al futuro e  a una comune progettualità. 
I Giusti sono gli unici ad avere le carte in regola per farlo.

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La storia

Hrant Dink

giornalista che promosse il dialogo e la riconciliazione tra turchi e armeni