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Fiaccole di luce

uomini giusti in tempi oscuri

Per il Giorno della Memoria 2010

Il Sindaco Letizia Moratti annuncia i nuovi nomi dei Giusti: oltre a Marek Edelman, Vasilij Grossman e Guelfo Zamboni avranno un albero nel Giardino del Monte Stella Neda Soltani, Giacomo Gorrini e Enrico Calamai.

Venerdì 22 gennaio, ore 9.00, Milano
Teatro Derby, via Mascagni 8 - MM1 S. Babila


Convegno Internazionale sulle figure esemplari di Marek Edelman, Vasilij Grossman e Guelfo Zamboni.
A queste figure sarà dedicato un albero nel Giardino virtuale dei Giusti d'Europa nel sito www.wefor.eu. in costruzione per il progetto europeo WeFor - I Giusti contro i totalitarismi. Identità e coscienza europea sul web

Organizzato dall'Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano (composta dal Comitato per la Foresta dei Giusti, dal Comune di Milano e dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane).

Interventi di Gabriele Nissim, Konstanty Gebert, Adriano Dell'Asta, Antonio Ferrari, Giuseppe Piperno, e del figlio di Grossman, Fedor Guber. Modera Francesco M. Cataluccio.

"Oggi occorre di nuovo insegnare ai giovani che la cosa più importante è la vita e solo dopo viene il quieto vivere"
Marek Edelman

"La storia dell'uomo è la lotta del grande male che cerca di macinare il piccolo seme dell'umanità. Ma se anche in momenti come questi l'uomo serba qualcosa di umano il male è destinato a soccombere"
Vasilij Grossman

"Sapevo bene che i certificati erano falsi. Li rilasciavo coscientemente a persone che non avevano niente a che fare con la cittadinanza italiana. Cosa dovevo fare per salvarli?"
Guelfo Zamboni

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21 gennaio 2010

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Dialogo e riconciliazione

tra vittime e persecutori sono i Giusti a parlare al futuro

Nel tessuto sociale lacerato di un Paese in cui è stato perpetrato un genocidio o altri crimini contro l'Umanità, è molto difficile, anche a distanza di anni, la ripresa di un dialogo per ricucire gli strappi e ricostruire una trama di convivenza civile tra chi appartiene al campo delle vittime - come i sopravvissuti o i familiari o i rifugiati e i loro eredi- e chi a quello dei persecutori, dei complici o degli indifferenti. A cui si aggiunge il ruolo primario dello Stato, dei suoi funzionari e governanti, che spesso cercano di negare l'accaduto e rifiutano di assumersi le responsabilità - pur evidenti - dei massacri. Solo la capacità di reazione e di ascolto di chi non si è piegato all'omologazione dei comportamenti nel gruppo dei persecutori e ha rifiutato di adeguarsi a condotte che la coscienza non approva, può garantire la ripresa di una comunicazione tra le parti che sappia coniugare l'esigenza della verità e l'assunzione di responsabilità con l'apertura al futuro e  a una comune progettualità. 
I Giusti sono gli unici ad avere le carte in regola per farlo.

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L’atleta tedesco che suggerì la strategia vincente all’avversario di colore Jesse Owens, divenendo così simbolo universale della fratellanza tra i popoli