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Giornata in onore dei Giusti a Milano

con la dedica degli alberi e la testimonianza dei familiari

Un momento della cerimonia: Pierantonio Costa con la famiglia (fonte Gariwo)

Un momento della cerimonia: Pierantonio Costa con la famiglia (fonte Gariwo)

5 maggio 2009

ore 10.30
Giardino dei Giusti di tutto il mondo, Monte Stella

ore 17.00
Sala Alessi, Palazzo Marino, p.za della Scala
Commemorazione e testimonianze del Console Costa e dei parenti.

L'Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano, nell'assemblea del 6 febbraio 2009 ha scelto le prime figure esemplari da onorare con la dedica di un albero. Il Comitato dei Garanti, riunitosi il 23 febbraio, ha approvato la scelta all'unanimità.

L'Associazione è costituita dal Comune di Milano, dal Comitato per la Foresta Mondiale dei Giusti-Gariwo e dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
Per Statuto il Presidente dell'Associazione è il Sindaco di Milano e vicepresidente è stato nominato Gabriele Nissim.

Il Comitato dei Garanti è presieduto dal Presidente del Consiglio Comunale Manfredi Palmeri e ne fanno parte:
l'Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale con 4 membri nominati dal Presidente (Davide Corritore, Stefano Di Martino, Andrea Fanzago e Claudio Santarelli),
il Presidente della Commissione Cultura (Michele Mardegan),
4 personalità di spicco della cultura milanese e nazionale, designati dall'Assemblea (Francesco Cataluccio, Riccardo Chiaberge, Piero Ostellino e Vittorio Parsi).


Iscrizioni sui cippi

Agli italiani "Giusti tra le Nazioni"
onorati a Yad Vashem per aver salvato gli ebrei durante la Shoah

altre informazioni

A Pierantonio Costa
ha salvato molte vite durante il genocidio in Rwanda

biografia
altre informazioni 

A Hrant Dink
assassinato a Istanbul per aver difeso la memoria del genocidio armeno in Turchia

biografia
altre informazioni

A Anna Politkovskaya
assassinata a Mosca per aver denunciato i massacri di civili in Cecenia 

biografia
altre informazioni

A Dusko Kondor
assassinato a Bijelijna per aver denunciato la pulizia etnica in Bosnia-Erzegovina

biografia
altre informazioni

A Khaled Abdul Wahab
ha salvato a Mahdia un gruppo di ebrei durante la Shoah in Tunisia

biografia
altre informazioni

5 maggio 2009

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Dialogo e riconciliazione

tra vittime e persecutori sono i Giusti a parlare al futuro

Nel tessuto sociale lacerato di un Paese in cui è stato perpetrato un genocidio o altri crimini contro l'Umanità, è molto difficile, anche a distanza di anni, la ripresa di un dialogo per ricucire gli strappi e ricostruire una trama di convivenza civile tra chi appartiene al campo delle vittime - come i sopravvissuti o i familiari o i rifugiati e i loro eredi- e chi a quello dei persecutori, dei complici o degli indifferenti. A cui si aggiunge il ruolo primario dello Stato, dei suoi funzionari e governanti, che spesso cercano di negare l'accaduto e rifiutano di assumersi le responsabilità - pur evidenti - dei massacri. Solo la capacità di reazione e di ascolto di chi non si è piegato all'omologazione dei comportamenti nel gruppo dei persecutori e ha rifiutato di adeguarsi a condotte che la coscienza non approva, può garantire la ripresa di una comunicazione tra le parti che sappia coniugare l'esigenza della verità e l'assunzione di responsabilità con l'apertura al futuro e  a una comune progettualità. 
I Giusti sono gli unici ad avere le carte in regola per farlo.

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La storia

Taner Akcam

uno dei primi accademici turchi a riconoscere e parlare del genocidio armeno