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L'ebreo che salvò le proprietà del vicino di casa arabo

storia di Rubin Mass, dalla Germania nazista agli sforzi per la pace in Israele

La casa di Rubin Mass oggi

La casa di Rubin Mass oggi Emil Salman

Haaretz del 29 ottobre racconta la storia di un uomo che ha svolto una singolare opera di salvataggio. 

Rubin Mass giunse nel quartiere Talbieh di Gerusalemme nel 1933 con la moglie, fuggendo dalla Germania nazista. Se a Berlino, dove era titolare di una piccola casa editrice, si era impegnato a salvare i libri dai roghi nazisti, in Palestina lo attese un altro destino

Nel gennaio 1948 infatti, durante la guerra d'Indipendenza, perse un figlio, Dani Mass, comandante dell'unità "Convoglio dei 35", massacrato sulla strada per Gush Etzion. Quando assistette allo svuotamento del suo quartiere dalla componente araba, lui, che era diventato mukthar (responsabile della zona), fece una scelta controcorrente. 

"Con le buone relazioni che avevamo con gli arabi del quartiere - scrisse in proposito - insistetti che era necessario prendersi cura delle loro proprietà. In ogni appartamento, dedicammo una stanza allo stoccaggio di tutti gli averi dei proprietari, tranne per le sedie, i tavoli e i letti che dovevano essere resi disponibili per i rifugiati. Sigillammo la stanza con la cera, e le famiglie [ebree] che venivano ad abitarvi dovevano firmare un impegno a non toccare quelle proprietà".

Oggi la casa di Rubin Mass, sita al n. 11 di Marcus Street a Talbieh, è un museo, visitabile fino al 23 novembre nell'ambito della mostra Nekhasim ("Proprietà"), che è stata lanciata dal recente festival d'arte Manofim di Gerusalemme. La casa, nel corso dei decenni, è passata da palazzina di due piani di una famiglia palestinese a condominio di sei piani per famiglie ebree abbienti. 

La mostra "Nekhasim" è un lavoro controverso e in parte ancora in via di formazione sulla Nakba, la "catastrofe", come i palestinesi chiamano la Guerra d'Indipendenza isrealiana, nella quale 700.000 di loro fuggirono o furono espulsi dalle loro case tra il 1947 e il 1949.

I visitatori vengono guidati in un piccolo ambiente, dove Mass, per tre anni, catalogò meticolosamente ogni oggetto appartenuto ai suoi vicini arabi - da un piccolo bollitore a un'intera casa - annotando nel suo diario che lo faceva in attesa del ritorno di quelle persone. Ai visitatori viene mostrato un video, che racconta una complessa storia di passaggi di proprietà. Gli oggetti possono essere connessi ai tre proprietari attuali dell'immobile: Mass, Ghajar, o i Karasick.

Mass si era occupato di impedire ai nuovi abitanti ebrei del palazzo di usare gli oggetti appartenuti agli arabi. Inoltre cercava di ottenerne l'impegno a rispettare una sorta di diritto di prelazione dei vicini che avevano abbandonato la casa. Tre anni dopo la fine della guerra, tuttavia, alcuni addetti dell'ufficio Custodian of absentee property (Custodia dei beni degli assenti) entrarono nella proprietà e molti oggetti vennero ceduti, venduti, distrutti. La loro storia resta però al centro del tentativo dell'ebreo tedesco Rubin Mass di essere un "buon vicino".

2 novembre 2018

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