English version | Cerca nel sito:

Liberati due attivisti dello Sri Lanka

in seguito alle proteste internazionali

Ruki Fernando e Padre Praveen Mahesan sono stati rilasciati dopo una detenzione di 48 ore con l'accusa di sobillare disordini tra le etnie che abitano lo Sri Lanka. Hanno rischiato fino a 20 anni di carcere, ma secondo le organizzazioni per i diritti umani che si sono mobilitare per chiedere la loro liberazione non sono altro che attivisti per la riconciliazione dopo la sanguinosa guerra tra singalesi e tamil. 
I due erano stati fermati nella città di Kilinochchi, dove avevano sede i quartieri generali delle Tigri Tamil. Secondo il governo vi sono alcuni militanti che cercano di addestrare giovani tamil disoccupati per fare rivivere la formazione militare. Tuttavia Fernando e Padre Mahesan stavano semplicemente facendo volontariato con persone che hanno avuto parenti rapiti o uccisi da entrambe le forze in lotta durante e subito dopo il conflitto. 

Questo mese l'Inghilterra, gli USA, la Macedonia, il Montenegro e le Mauritius hanno sollecitato un'inchiesta indipendente dell'ONU sui crimini commessi nell'isola in passato. 

 

20 marzo 2014

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




Dialogo e riconciliazione

tra vittime e persecutori sono i Giusti a parlare al futuro

Nel tessuto sociale lacerato di un Paese in cui è stato perpetrato un genocidio o altri crimini contro l'Umanità, è molto difficile, anche a distanza di anni, la ripresa di un dialogo per ricucire gli strappi e ricostruire una trama di convivenza civile tra chi appartiene al campo delle vittime - come i sopravvissuti o i familiari o i rifugiati e i loro eredi- e chi a quello dei persecutori, dei complici o degli indifferenti. A cui si aggiunge il ruolo primario dello Stato, dei suoi funzionari e governanti, che spesso cercano di negare l'accaduto e rifiutano di assumersi le responsabilità - pur evidenti - dei massacri. Solo la capacità di reazione e di ascolto di chi non si è piegato all'omologazione dei comportamenti nel gruppo dei persecutori e ha rifiutato di adeguarsi a condotte che la coscienza non approva, può garantire la ripresa di una comunicazione tra le parti che sappia coniugare l'esigenza della verità e l'assunzione di responsabilità con l'apertura al futuro e  a una comune progettualità. 
I Giusti sono gli unici ad avere le carte in regola per farlo.

leggi tutto

La storia

Luz Long

l’atleta tedesco che suggerì la strategia vincente all’avversario di colore Jesse Owens, divenendo così simbolo universale della fratellanza tra i popoli