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Renzo Gattegna per la Giornata dei Giusti

le parole del presidente UCEI

Renzo Gattegna al Giardino dei Giusti di Milano

Renzo Gattegna al Giardino dei Giusti di Milano

Riportiamo di seguito la dichiarazione di Renzo Gattegna, presidente UCEI, sul significato e l'importanza del 6 marzo, Giornata europea dei Giusti.

"Umiliazioni, violenze, carneficine. La negazione dei diritti, il disprezzo dell'altro portato alle conseguenze più estreme.
La storia dell'uomo, più o meno recente, ci insegna che l'indifferenza costituisce molto spesso la porta verso sofferenze e lutti indicibili. Una scelta deliberata e consapevole, non un atteggiamento neutrale. Soprattutto una minaccia che ancora inquina le società più evolute e progredite.

La Giornata Europea dei Giusti in programma domenica, frutto dell'iniziativa e della passione di Gabriele Nissim, presidente di Gariwo, rappresenta in questo senso un prezioso momento di elaborazione.

Raccontando le storie di chi si oppose e continua ad opporsi a ogni forma di sopruso riflettiamo infatti sul senso profondo della missione cui siamo tutti chiamati, specialmente in quest'epoca tormentata e complessa.

Che le straordinarie figure che vengono celebrate ogni anno in questa Giornata illuminino il nostro percorso, aiutandoci a costruire un futuro di libertà, democrazia e diritti per tutti i popoli del mondo".

4 marzo 2016

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Dialogo e riconciliazione

tra vittime e persecutori sono i Giusti a parlare al futuro

Nel tessuto sociale lacerato di un Paese in cui è stato perpetrato un genocidio o altri crimini contro l'Umanità, è molto difficile, anche a distanza di anni, la ripresa di un dialogo per ricucire gli strappi e ricostruire una trama di convivenza civile tra chi appartiene al campo delle vittime - come i sopravvissuti o i familiari o i rifugiati e i loro eredi- e chi a quello dei persecutori, dei complici o degli indifferenti. A cui si aggiunge il ruolo primario dello Stato, dei suoi funzionari e governanti, che spesso cercano di negare l'accaduto e rifiutano di assumersi le responsabilità - pur evidenti - dei massacri. Solo la capacità di reazione e di ascolto di chi non si è piegato all'omologazione dei comportamenti nel gruppo dei persecutori e ha rifiutato di adeguarsi a condotte che la coscienza non approva, può garantire la ripresa di una comunicazione tra le parti che sappia coniugare l'esigenza della verità e l'assunzione di responsabilità con l'apertura al futuro e  a una comune progettualità. 
I Giusti sono gli unici ad avere le carte in regola per farlo.

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La storia

Pietro Kuciukian

si batte contro il negazionismo e per onorare i Giusti del genocidio armeno