Gariwo: la foresta dei Giusti

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Difesa della dignità umana

Minacce al prof. palestinese che portò gli alunni ad Auschwitz

Mohammed S. Dajani Daoudi insegna a Ramallah. Ha portato 30 studenti a visitare il lager nell'ambito di un progetto tedesco-ebraico-palestinese. Al ritorno, è stato subissato dalle minacce, ma insiste: "Non intendo essere complice con zeloti ed estremisti neanche se le vittime sono i miei occupanti. E questo è tutto quel che ho da dire".


Il Braveheart pakistano

Aitzaz Hassan Bangash ha osservato, ha pensato con la sua testa e ha agito, sacrificando la vita ma salvandone molte altre. E salvando il cuore della società civile pakistana che non vuole sprofondare nel caos come è successo a molti Paesi vicini.  Questo è, e dovrebbe essere, un Giusto.


Addio a Natalia Gorbanenskaya

Protestò sulla Piazza Rossa il 25 agosto 1968 contro l'invasione sovietica della Cecoslovacchia e diresse una rivista clandestina che documentava le persecuzioni dei dissidenti. Aveva spiegato ai giornalisti: "Non eravamo eroi, ma solo persone che a un dato momento hanno ascoltato la propria coscienza".


Liu Xiaobo ricorre in appello

Il Premio Nobel condannato a 11 anni per "atti di sovversione" sostiene di aver semplicemente esercitato la sua libertà d'espressione. La sua riappropriazione di dignità è un simbolo della lotta contro il regime comunista, che crede di poter manipolare a suo piacimento le variabili economiche per mantenere il potere.


Premio Walesa a Mikhail Khodorkovsky

L'ex Presidente polacco e fondatore di Solidarnosc premia il dissidente russo condannato ingiustamente secondo la Corte di Strasburgo per il suo impegno per la costituzione di una società civile e la difesa della dignità umana


La bondad insensata

La bontà insensata di Gabriele Nissim è stato tradotto e pubblicato in Spagna.
Il testo, dal titolo La bontad insensata. El secreto de los justos, è uscito per la casa editrice El Ojo del Tiempo.


Difesa della dignità umana

contro le derive totalitarie

In Protesi, della raccolta I racconti di Kolyma, Varlam Shalamov fa dire al protagonista, detenuto nel gulag, rivolto ai carnefici che volevano spogliarlo di tutto: "No, l'anima non ve la do!".In questa frase è racchiusa l'essenza dei Giusti: coloro che rifiutano di "vendere l'anima" nelle situazioni estreme, pur con la paura di passare nel campo delle vittime o di non avere più scampo, di fronte alle persecuzioni, all'odio, alle discriminazioni.
La difesa della dignità umana risulta così innanzitutto difesa di se stessi, della propria integrità morale, anche nel momento in cui si soccorre un altro essere umano. Per questo possiamo affermare che è giusto il gesto di chi salvaguarda la dignità delle vittime e insieme la propria umanità. Parafrasando la celebre frase del Talmud: "Chi salva una vita salva il mondo intero", possiamo dire che "salva il mondo intero chi salva se stesso", non difendendo la propria vita, ma l'anima, in ascolto della voce autentica della coscienza
Nel gulag raramente si poteva compiere un gesto di soccorso verso un altro prigioniero, ma ogni giorno si poteva cercare di opporsi al processo di disumanizzazione messo lucidamente in moto dal meccanismo perverso del campo di lavoro.

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Approfondimento

L'esperienza storica del totalitarismo sovietico: i Giusti dentro e fuori dal GULag

Documento del Comitato Foresta dei Giusti-Gariwo su "Giusti e GULag"

Il libro

Un mondo a parte

Gustaw Herling

La storia

Jaques Rossi

uno scrittore nel gulag