Gariwo: la foresta dei Giusti GariwoNetwork

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Difesa della dignità umana

La bondad insensata

La bontà insensata di Gabriele Nissim è stato tradotto e pubblicato in Spagna.
Il testo, dal titolo La bontad insensata. El secreto de los justos, è uscito per la casa editrice El Ojo del Tiempo.


Inclini all'amore

Il libro di Tijana M. Djerković racconta la storia della sua famiglia e in particolare di suo padre Momcilo, poeta jugoslavo sopravvissuto a quattro anni di gulag sull'isola dalmata di San Gregorio. 


Imprenditori "etici" per scelte responsabili

Restituire alla comunità una parte di quello che la comunità ti ha dato: è la filosofia che ispira gli angel americani, give back, un modo etico e responsabile di fare imprenditoria

Maria Teresa Cometto, inviata a New York del Corriere della Sera e autrice di Tech and the City, ci racconta le loro storie.


La politica diversa

Editoriale di Gabriele Nissim, presidente di Gariwo, la foresta dei Giusti

Si prova una certa tristezza nell’osservare che, fino ad ora, nessuno dei leader politici che partecipano alla serrata campagna elettorale abbia pronunciato una sola parola per sottolineare un impegno per la difesa dei


La bibliotecaria di Auschwitz

Nel libro di Iturbe la storia di Dita Kraus, deportata ad Auschwitz e custode di una piccola biblioteca per i bambini del campo.


Israele ricorda Janusz Korczak con tre libri

Il Giusto fra le nazioni ricordato anche ne La Bontà Insensata emerge non solo per il suo sacrificio (seguì i suoi piccoli allievi dentro le camere a gas di Treblinka), ma anche per aver difeso la dignità umana in 40 anni di carriera, opponendosi ai metodi correttivi violenti e preconizzando gli odierni diritti dell'infanzia.


Difesa della dignità umana

contro le derive totalitarie

In Protesi, della raccolta I racconti di Kolyma, Varlam Shalamov fa dire al protagonista, detenuto nel gulag, rivolto ai carnefici che volevano spogliarlo di tutto: "No, l'anima non ve la do!".In questa frase è racchiusa l'essenza dei Giusti: coloro che rifiutano di "vendere l'anima" nelle situazioni estreme, pur con la paura di passare nel campo delle vittime o di non avere più scampo, di fronte alle persecuzioni, all'odio, alle discriminazioni.
La difesa della dignità umana risulta così innanzitutto difesa di se stessi, della propria integrità morale, anche nel momento in cui si soccorre un altro essere umano. Per questo possiamo affermare che è giusto il gesto di chi salvaguarda la dignità delle vittime e insieme la propria umanità. Parafrasando la celebre frase del Talmud: "Chi salva una vita salva il mondo intero", possiamo dire che "salva il mondo intero chi salva se stesso", non difendendo la propria vita, ma l'anima, in ascolto della voce autentica della coscienza
Nel gulag raramente si poteva compiere un gesto di soccorso verso un altro prigioniero, ma ogni giorno si poteva cercare di opporsi al processo di disumanizzazione messo lucidamente in moto dal meccanismo perverso del campo di lavoro.

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Approfondimento

L'esperienza storica del totalitarismo sovietico: i Giusti dentro e fuori dal GULag

Documento del Comitato Foresta dei Giusti-Gariwo su "Giusti e GULag"

La storia

Leonid Fëdorov

Difensore della libertà religiosa