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Difesa della dignità umana

Il Museo Perm-36 per la verità sui gulag

La scrittice  Susanne Sternthal ha visitato Perm-36, il gulag segreto di Stalin. Oggi il campo è diventato un museo che, a pochi chilometri dalla città di Perm, presenta un modo coraggioso di ripensare la storia. Sergei KovalyovBalys Gajauskas, e il Presidente del Museo Victor Shmyrov ricostruiscono con coraggio la storia di un Paese che troppo spesso mostra di avere la memoria corta.  


La Fondazione Geremek sostiene la Giornata europea dei Giusti

L'ente dedicato all'artefice dell'adesione della Polonia all'Unione Europea comunica: "L’istituzione di una Giornata Europea di Memoria dei Giusti sarà l’occasione per promuovere i valori della tolleranza, del coraggio civile, del rispetto dell’altro. per questo invitiamo i membri del Parlamento Europeo a firmare la Dichiarazione Scritta dell’iniziativa". 


Dio nel Gulag

Nathan Sharansky è un politico, scrittore e matematico israeliano di origine sovietica. Nel 1977 chiede un visto per andare in Israele e viene punito con l'internamento nel GULag siberiano Perm 35, dove trascorre nove anni. Nel campo cerca di celebrare la festa ebraica di Chanukà, insieme agli altri prigionieri.


Non per santità

Lo scrittore ha presentato al Festival internazionale dei Diritti di Genova il suo ultimo libro, La Bontà insensata. Il segreto degli uomini giusti (Mondadori).  Guarda la videointervista all'interno.


La speranza di Grossman: l’umano nell’uomo

Editoriale di Gabriele Nissim, Presidente Gariwo, la foresta dei Giusti

Si può ancora credere nell’uomo dopo avere visto la Shoah, l’Holomodor, i GULag, il terrore staliniano e vivendo nel timore che le armi nucleari possano nuovamente essere usate dopo Hiroshima? È questo l’interrogativo che il


Un crocifisso per l'avvocato Moisej Ravic

Anatoly Razumov, direttore del Centro nomi restituiti di S. Pietroburgo segnala la storia del professore Juri Petrovic Novitskij e del suo avvocato difensore Moisej Ravic, morti nei GULag staliniani.

Si ringrazia Silvia Golfera per la traduzione dal russo e il giornalista Francesco Bigazzi.


Difesa della dignità umana

contro le derive totalitarie

In Protesi, della raccolta I racconti di Kolyma, Varlam Shalamov fa dire al protagonista, detenuto nel gulag, rivolto ai carnefici che volevano spogliarlo di tutto: "No, l'anima non ve la do!".In questa frase è racchiusa l'essenza dei Giusti: coloro che rifiutano di "vendere l'anima" nelle situazioni estreme, pur con la paura di passare nel campo delle vittime o di non avere più scampo, di fronte alle persecuzioni, all'odio, alle discriminazioni.
La difesa della dignità umana risulta così innanzitutto difesa di se stessi, della propria integrità morale, anche nel momento in cui si soccorre un altro essere umano. Per questo possiamo affermare che è giusto il gesto di chi salvaguarda la dignità delle vittime e insieme la propria umanità. Parafrasando la celebre frase del Talmud: "Chi salva una vita salva il mondo intero", possiamo dire che "salva il mondo intero chi salva se stesso", non difendendo la propria vita, ma l'anima, in ascolto della voce autentica della coscienza
Nel gulag raramente si poteva compiere un gesto di soccorso verso un altro prigioniero, ma ogni giorno si poteva cercare di opporsi al processo di disumanizzazione messo lucidamente in moto dal meccanismo perverso del campo di lavoro.

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Approfondimento

L'esperienza storica del totalitarismo sovietico: i Giusti dentro e fuori dal GULag

Documento del Comitato Foresta dei Giusti-Gariwo su "Giusti e GULag"