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Difesa della dignità umana

La storia di Kira Obolenskaja

Il direttore del Centro Nomi Restituiti di S. Pietroburgo Anatoly Razumov presenta la figura di Kira Obolenskaja, una bibliotecaria che è stata fucilata.
La donna durante gli interrogatori ebbe il coraggio di dire: "Io non appartengo a quel genere di persone che condividono il programma del potere sovietico".


Cittadinanza italiana alla nipote di Gino De Marchi

A Fossano la cerimonia per il conferimento della cittadinanza italiana a Svetlana Volynsky, la nipote di Gino De Marchi, un regista vittima della repressione sovietica. La storia di Gino de Marchi e di sua figlia Luciana è ricostruita nel libro di Gabriele Nissim Una bambina contro Stalin. L'italiana che lottò per la verità su suo padre, edito da Mondadori.


Ritratto di Nadezhda Mandel'shtam

La scrittrice Marina Argenziano traccia un toccante ritratto della moglie del grande poeta russo Osip Mandel'shtam. Nadezhda rimane sempre accanto al suo compagno, anche nei momenti bui della persecuzione, e scrive un libro di Memorie.


Un miracolo realizzato insieme

Pubblichiamo l'introduzione di Adriano Dell'Asta al volume Solzenicyn di Ljudmila Saraskina ed edito dalla San Paolo. Questa è l'unica biografia autorizzata di Solzenicyn, realizzata lavorando fianco a fianco con lo scrittore del GULag. Per gentile concessione dell'autore e della casa editrice.


Andrej Sacharov

Intellettuale e dissidente sovietico, si è sempre speso per la difesa dei diritti umani. Nel 1989, pochi giorni prima della morte e grazie alla sua battaglia viene abrogato l'articolo 6 della Costituzione sul ruolo guida del Pcus, segnando la fine del regime comunista.


Addio a Edelman

Simbolo della rivolta del Ghetto di Varsavia nel 1943, leader del movimento Solidarnosc contro la dittatura del governo comunista polacco, dopo il Golpe del 1981 è stato prigioniero del generale Jaruzelski. 
Marek Edelman ha dedicato la sua vita a preservare la memoria di coloro che si sono battuti per la salvaguardia della dignità umana. È stato un punto di riferimento etico per migliaia di giovani polacchi.


Difesa della dignità umana

contro le derive totalitarie

In Protesi, della raccolta I racconti di Kolyma, Varlam Shalamov fa dire al protagonista, detenuto nel gulag, rivolto ai carnefici che volevano spogliarlo di tutto: "No, l'anima non ve la do!".In questa frase è racchiusa l'essenza dei Giusti: coloro che rifiutano di "vendere l'anima" nelle situazioni estreme, pur con la paura di passare nel campo delle vittime o di non avere più scampo, di fronte alle persecuzioni, all'odio, alle discriminazioni.
La difesa della dignità umana risulta così innanzitutto difesa di se stessi, della propria integrità morale, anche nel momento in cui si soccorre un altro essere umano. Per questo possiamo affermare che è giusto il gesto di chi salvaguarda la dignità delle vittime e insieme la propria umanità. Parafrasando la celebre frase del Talmud: "Chi salva una vita salva il mondo intero", possiamo dire che "salva il mondo intero chi salva se stesso", non difendendo la propria vita, ma l'anima, in ascolto della voce autentica della coscienza
Nel gulag raramente si poteva compiere un gesto di soccorso verso un altro prigioniero, ma ogni giorno si poteva cercare di opporsi al processo di disumanizzazione messo lucidamente in moto dal meccanismo perverso del campo di lavoro.

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Approfondimento

L'esperienza storica del totalitarismo sovietico: i Giusti dentro e fuori dal GULag

Documento del Comitato Foresta dei Giusti-Gariwo su "Giusti e GULag"

La storia

Anna Achmatova

la poetessa del dissenso