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Andrej Sacharov

20 anni dalla scomparsa

Il 14 dicembre 1989 muore Andrej Sacharov, grande scienziato e dissidente russo, promotore delle battaglie per i diritti umani insieme alla moglie Elena Bonner. Le sue convinzioni sono descritte nel saggio Progresso, coesistenza e libertà intellettuale. Nel 1970 fonda il Comitato per i diritti civili e nel 1975 riceve il Nobel per la Pace. Si schiera contro l'invasione sovietica dell'Afghanistan e viene esiliato a Gor’kij. Rientrato a Mosca per volere di Gorbaciov, nel 1989 è eletto al Congresso dei deputati del popolo come leader dell'opposizione.

Ha lavorato a lungo al progetto di una nuova Carta costituzionale. Pochi giorni prima della morte e grazie al suo impegno viene abrogato l'Articolo 6 della Costituzione che assegnava al Pcus il ruolo guida del Paese, segnando la fine del comunismo. 
Il giorno dei suoi funerali le strade di Mosca si riempiono di una folla silenziosa e commossa.

13 dicembre 2009

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Difesa della dignità umana

contro le derive totalitarie

In Protesi, della raccolta I racconti di Kolyma, Varlam Shalamov fa dire al protagonista, detenuto nel gulag, rivolto ai carnefici che volevano spogliarlo di tutto: "No, l'anima non ve la do!".In questa frase è racchiusa l'essenza dei Giusti: coloro che rifiutano di "vendere l'anima" nelle situazioni estreme, pur con la paura di passare nel campo delle vittime o di non avere più scampo, di fronte alle persecuzioni, all'odio, alle discriminazioni.
La difesa della dignità umana risulta così innanzitutto difesa di se stessi, della propria integrità morale, anche nel momento in cui si soccorre un altro essere umano. Per questo possiamo affermare che è giusto il gesto di chi salvaguarda la dignità delle vittime e insieme la propria umanità. Parafrasando la celebre frase del Talmud: "Chi salva una vita salva il mondo intero", possiamo dire che "salva il mondo intero chi salva se stesso", non difendendo la propria vita, ma l'anima, in ascolto della voce autentica della coscienza
Nel gulag raramente si poteva compiere un gesto di soccorso verso un altro prigioniero, ma ogni giorno si poteva cercare di opporsi al processo di disumanizzazione messo lucidamente in moto dal meccanismo perverso del campo di lavoro.

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Approfondimento

L'esperienza storica del totalitarismo sovietico: i Giusti dentro e fuori dal GULag

Documento del Comitato Foresta dei Giusti-Gariwo su "Giusti e GULag"

La storia

Dante Corneli

dissidente sovietico, rinchiuso nel gulag per 10 anni