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Un miracolo realizzato insieme

intervento di Adriano dell'Asta

Pubblichiamo l'introduzione al volume Solzenicyn firmato da Ljudmila Saraskina ed edito dalla San Paolo. Questa è l'unica biografia autorizzata di Solzenicyn, realizzata lavorando fianco a fianco con lo scrittore del GULag. 

Nelle pagine introduttive lo studioso Adriano Dell'Asta, docente di Lingua e letteratura russa all'Università Cattolica di Milano e curatore del libro, afferma: "Più passa il tempo e più Solzenicyn si impone e si chiarisce nella sua 'essenziale inattualità'; è inattuale in quelli che sono i punti fermi della sua creazione: la riscoperta di un senso unitario del reale in un mondo dominato dalla divisione; la riscoperta della persona irriducibile e misteriosa in un mondo profanato, nel quale tutto è a disposizione per gli usi più incontrollati; la riscoperta della bellezza nel mondo sfigurato dei campi. Eppure proprio questi punti fermi così inattuali – unità, irriducibilità della persona e bellezza – sono anche tra le cose di cui il mondo contemporaneo ha maggiormente bisogno, quelle, essenziali, di fronte alle quali lo sguardo si sofferma con maggiore sorpresa ad ammirare".

13 settembre 2010

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Difesa della dignità umana

contro le derive totalitarie

In Protesi, della raccolta I racconti di Kolyma, Varlam Shalamov fa dire al protagonista, detenuto nel gulag, rivolto ai carnefici che volevano spogliarlo di tutto: "No, l'anima non ve la do!".In questa frase è racchiusa l'essenza dei Giusti: coloro che rifiutano di "vendere l'anima" nelle situazioni estreme, pur con la paura di passare nel campo delle vittime o di non avere più scampo, di fronte alle persecuzioni, all'odio, alle discriminazioni.
La difesa della dignità umana risulta così innanzitutto difesa di se stessi, della propria integrità morale, anche nel momento in cui si soccorre un altro essere umano. Per questo possiamo affermare che è giusto il gesto di chi salvaguarda la dignità delle vittime e insieme la propria umanità. Parafrasando la celebre frase del Talmud: "Chi salva una vita salva il mondo intero", possiamo dire che "salva il mondo intero chi salva se stesso", non difendendo la propria vita, ma l'anima, in ascolto della voce autentica della coscienza
Nel gulag raramente si poteva compiere un gesto di soccorso verso un altro prigioniero, ma ogni giorno si poteva cercare di opporsi al processo di disumanizzazione messo lucidamente in moto dal meccanismo perverso del campo di lavoro.

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Approfondimento

L'esperienza storica del totalitarismo sovietico: i Giusti dentro e fuori dal GULag

Documento del Comitato Foresta dei Giusti-Gariwo su "Giusti e GULag"

La storia

Osip Mandel'shtam

poeta vittima delle purghe staliniane