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Dissenso est Europa

Ricordo di Karol Modzelewski

"In Karol Modzelewski, sin dal primo incontro nella primavera del 1980, trovai un amico sincero e premuroso, curioso e amante della polemica politica. Sono contento di avergli dato la soddisfazione di pubblicare in italiano il suo libro più importante, L’Europa dei barbari, frutto di anni di ricerche, spesso interrotte dalle necessità della battaglia politica". Di Francesco M.Cataluccio 


Chi era Pawel Adamowicz

“L’odio ha colpito al cuore la libertà. La democrazia polacca senza Pawel sarà più povera e più triste, ma che fortuna che ci sia stato nella storia della Polonia”. Così l’intellettuale e attivista polacco leader dell’opposizione democratica, fondatore e direttore di Gazeta Wyborcza, Adam Michnik, ha parlato al quotidiano La Repubblica del primo cittadino di Danzica, ucciso a colpi di pugnale da un 27enne che accusava l’opposizione liberale di averlo incarcerato ingiustamente.


​Jan Palach non è per tutti

Un appello dal Giardino dei Giusti di Praga contro l'utilizzo della figura di Jan Palach - il giovane che il 16 gennaio 1969 si immolò a Praga per per rivendicare la dignità di ogni uomo nel pensare con la propria testa e scegliere cosa diventare - durante un concerto di estrema destra organizzato a Verona il prossimo 19 gennaio.


​Bronislaw Geremek: un polacco europeo

“Quando mi viene qualche dubbio sull’Europa, mi metto ad ascoltare la musica di Bach: funziona subito!”, amava dire Bronisław Geremek, grande storico del medioevo, uno dei principali consiglieri di Solidarność e ministro degli esteri della Polonia democratica. Di Francesco M. Cataluccio


Praga: una storia dimenticata

In questi giorni si ricorda il cinquantesimo anniversario dell’invasione della Cecoslovacchia da parte dei carri armati del Patto di Varsavia, e la conseguente fine della cosiddetta “Primavera di Praga”. Si ricorda, ma già si tende a dimenticare. Di Francesco Cataluccio


Strasburgo ricorda Václav Havel

A quasi 6 anni dalla scomparsa di Vaclav Havel - faro della lotta per la libertà - il nuovo edificio del Parlamento europeo di Strasburgo viene intitolato a suo nome e un suo busto in bronzo, opera della scultrice ceca Marie Šeborová, è posizionato davanti all'ingresso. 


Dissenso nell'Europa dell'Est

la verità contro la menzogna del totalitarismo

Il cosiddetto dissenso nei regimi comunisti dell’Est europeo non è riducibile alla semplice connotazione di “opposizione” suggerita dalla definizione, ma deve essere considerato innanzitutto come il tentativo di costruire una polis parallela basata sulla responsabilità di ogni cittadino e volta a occupare gli spazi di libertà culturale, sociale e umana strappati al regime totalitario all’interno del tessuto sociale.  Gli esponenti di Charta ’77 in Cecoslovacchia e di Solidarnosc  in Polonia, come Vaclav Havel, Radim Palous, Jacek Kuron, Adam Michnik, hanno sempre sottolineato che “il potere dei senza potere” consiste nel vincere la paura attraverso la forza creata da un’assunzione collettiva di responsabilità, testimoniata dall’esortazione a “vivere la verità” in una società basata sulla menzogna. Molto spesso la loro azione di “dissenso” consisteva nel reclamare l’applicazione delle leggi, come quella sulla libertà di coscienza, e degli accordi internazionali sottoscritti dai loro Paesi, come gli Accordi di Helsinki
Da queste posizioni è nato un ampio movimento in grado di influire sui comportamenti e sulla mentalità dell’opinione pubblica, al punto che - a parte la Romania – il sistema totalitario è stato rovesciato in modo pacifico, senza spargimento di sangue, con una nuova classe dirigente riconosciuta dalla maggioranza della popolazione, pronta ad assumersi la responsabilità della cosa pubblica.

Approfondimento

Il "potere dei senza potere"

non solo "dissenso", la "polis parallela" nell'Europa dell'Est

La storia

Jan Carnogursky

difensore degli oppositori cechi