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Dissenso est Europa

Strasburgo ricorda Václav Havel

A quasi 6 anni dalla scomparsa di Vaclav Havel - faro della lotta per la libertà - il nuovo edificio del Parlamento europeo di Strasburgo viene intitolato a suo nome e un suo busto in bronzo, opera della scultrice ceca Marie Šeborová, è posizionato davanti all'ingresso. 


Il Socrate di Praga

"Quando muore un filosofo, muore anche il suo pensiero? Qual è l’aldilà che attende non gli esseri umani, ma le loro idee?" Francesco Tava, filosofo e produttore esecutivo del film documentario dedicato a Jan Patocka, ci racconta la nascita di questo progetto.


Vaclav Havel, quel grande giovane che manca all’Europa

Il 5 ottobre Vaclav Havel avrebbe compiuto ottanta anni. A lui dobbiamo la battaglia contro la rassegnazione a Praga dopo l’invasione sovietica nel 1968, la nascita del movimento di Charta ‘77, la fine del comunismo in Cecoslovacchia, il divorzio indolore tra cechi e slovacchi dopo l’89, quando nello stesso tempo scoppiava la sanguinosa guerra delle nazioni nell’ex Jugoslavia, la riunificazione dell’Europa divisa dalla politica imperiale di Mosca.


A Praga 40 anni fa il processo ai The Plastic People of the Universe

Il processo diede il via alla prima opposizione organizzata contro il regime. Václav Havel si adoperò affinché la notizia fosse diffusa nel mondo, intuendo che poteva diventare la miccia per innescare la disgregazione del vecchio ordine politico e sociale. Di Andreas Pieralli

 


Il coraggio di Věra Čáslavská

Quattro volte atleta dell’anno in Cecoslovacchia e, nel 1968, migliore atleta del mondo. Ma non fu solo con i suoi prodigi ginnici che questa donna formidabile stupì tutto il mondo. Di Andreas Pieralli


​Milada Horáková: il coraggio della libertà

Dopo la reintroduzione in Turchia della pena capitale, vale la pena sottolineare quante vittime di questo strumento macchino la storia d’Europa. Poco tempo fa, ad esempio, la Repubblica Ceca ha ricordato il 66° anniversario dell’esecuzione di Milada Horáková, l’avvocatessa deputata socialista uccisa il 27 giugno 1950. Di Andreas Pieralli


Dissenso nell'Europa dell'Est

la verità contro la menzogna del totalitarismo

Il cosiddetto dissenso nei regimi comunisti dell’Est europeo non è riducibile alla semplice connotazione di “opposizione” suggerita dalla definizione, ma deve essere considerato innanzitutto come il tentativo di costruire una polis parallela basata sulla responsabilità di ogni cittadino e volta a occupare gli spazi di libertà culturale, sociale e umana strappati al regime totalitario all’interno del tessuto sociale.  Gli esponenti di Charta ’77 in Cecoslovacchia e di Solidarnosc  in Polonia, come Vaclav Havel, Radim Palous, Jacek Kuron, Adam Michnik, hanno sempre sottolineato che “il potere dei senza potere” consiste nel vincere la paura attraverso la forza creata da un’assunzione collettiva di responsabilità, testimoniata dall’esortazione a “vivere la verità” in una società basata sulla menzogna. Molto spesso la loro azione di “dissenso” consisteva nel reclamare l’applicazione delle leggi, come quella sulla libertà di coscienza, e degli accordi internazionali sottoscritti dai loro Paesi, come gli Accordi di Helsinki
Da queste posizioni è nato un ampio movimento in grado di influire sui comportamenti e sulla mentalità dell’opinione pubblica, al punto che - a parte la Romania – il sistema totalitario è stato rovesciato in modo pacifico, senza spargimento di sangue, con una nuova classe dirigente riconosciuta dalla maggioranza della popolazione, pronta ad assumersi la responsabilità della cosa pubblica.

Approfondimento

Il "potere dei senza potere"

non solo "dissenso", la "polis parallela" nell'Europa dell'Est

Multimedia

Jan Palach, studente cecoslovacco

da "Mizar" (rubrica del TG2)

La storia

Reiner Kunze

poeta dissidente