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Dissenso est Europa

Il filosofo di Charta 77

A pochi giorni dalla scomparsa di Havel, ricordiamo un altro portavoce di Charta 77, Jan Patocka, con un approfondimento di Francesco Tava. L'adesione al movimento dissidente cecoslovacco gli costò la vita: egli infatti morì a causa delle violenze subite durante gli interrogatori.


La firma che aspettavamo: Vaclav Havel

La morte dell'Ex Presidente Ceco Vaclav Havel ci ha colti di sorpresa. Nei giorni scorsi Gabriele Nissim gli aveva scritto chiedendogli di sostenere l'appello per una Giornata Europea dedicata ai Giusti.

Purtroppo Havel non ha avuto il tempo di inviarci un'adesione formale ma la sua assistente personale ci aveva assicurato il suo sostegno.


Addio al Presidente della Rivoluzione di Velluto

Si è spento a 75 anni il Presidente della Repubblica Ceca, animatore della Rivoluzione di Velluto e portavoce di Charta '77. 


L'ironia di Vaclav Havel

Editoriale di Gabriele Nissim, Presidente Gariwo, la foresta dei Giusti

A Praga nell’aprile del 1986 Vaclav Havel e io ci siamo fatti beffe delle maglie della censura comunista per una settimana.
Ero andato in Cecoslovacchia per realizzare un documentario clandestino sul decennale dell’attività di


Praga, 28 aprile 1986

Vent'anni dopo la Primavera di Praga Gabriele Nissim incontra Vaclav Havel.


La Storia al femminile

Una disamina originale di Annalia Guglielmi attraverso la storia polacca, dalle “donne cavaliere” alle attiviste di Solidarnosc.


Dissenso nell'Europa dell'Est

la verità contro la menzogna del totalitarismo

Il cosiddetto dissenso nei regimi comunisti dell’Est europeo non è riducibile alla semplice connotazione di “opposizione” suggerita dalla definizione, ma deve essere considerato innanzitutto come il tentativo di costruire una polis parallela basata sulla responsabilità di ogni cittadino e volta a occupare gli spazi di libertà culturale, sociale e umana strappati al regime totalitario all’interno del tessuto sociale.  Gli esponenti di Charta ’77 in Cecoslovacchia e di Solidarnosc  in Polonia, come Vaclav Havel, Radim Palous, Jacek Kuron, Adam Michnik, hanno sempre sottolineato che “il potere dei senza potere” consiste nel vincere la paura attraverso la forza creata da un’assunzione collettiva di responsabilità, testimoniata dall’esortazione a “vivere la verità” in una società basata sulla menzogna. Molto spesso la loro azione di “dissenso” consisteva nel reclamare l’applicazione delle leggi, come quella sulla libertà di coscienza, e degli accordi internazionali sottoscritti dai loro Paesi, come gli Accordi di Helsinki
Da queste posizioni è nato un ampio movimento in grado di influire sui comportamenti e sulla mentalità dell’opinione pubblica, al punto che - a parte la Romania – il sistema totalitario è stato rovesciato in modo pacifico, senza spargimento di sangue, con una nuova classe dirigente riconosciuta dalla maggioranza della popolazione, pronta ad assumersi la responsabilità della cosa pubblica.

Approfondimento

Il "potere dei senza potere"

non solo "dissenso", la "polis parallela" nell'Europa dell'Est

Il libro

Oltrecortina

Annalia Guglielmi

Multimedia

L'ultima intervista a Jan Palach

pochi giorni prima di morire

La storia

Mircea Dinescu

il poeta della coscienza rumena