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Dissenso est Europa

Lech Walesa: spia o grande uomo?

Recentemente Walesa ha duramente criticato la linea politica del governo guidato dal partito “Diritto e Giustizia” (PiS), soprattutto per la sua politica nei confronti dei migranti, ed ecco che rispunta la vecchia, vecchissima, storia di Walesa collaboratore dei servizi segreti polacchi. L'analisi di Annalia Guglielmi.


L'incontro con Jan Korec

Grazie all’amicizia con Miklosko e Carnogursky a Bratislava ebbi modo di incontrare il vescovo clandestino Jan Korec, uno dei pilastri della Chiesa clandestina in Slovacchia.


Inaugurato a Praga il monumento a Jan Palach

Dopo 25 anni trova finalmente il suo posto l'opera in memoria del dissidente e martire cecoslovacco che si immolò contro l'occupazione sovietica. I due monumenti La casa del figlio e La casa della madre ricordano il gesto disperato dello studente cecoslovacco Jan Palach.


La Slovacchia "oltre il Muro"

“Oltre il Muro” c’era anche la Slovacchia, a maggioranza cattolica, dove le strutture della Chiesa clandestina erano molto sviluppate ed erano cresciute costantemente nel corso degli anni, diventando una componente imprescindibile del movimento di opposizione.


L'incontro con padre Josef Zverina

Con la stessa percezione di essere al centro di un grande privilegio con cui avevo incontrato Havel o il cardinal Tomasek, durante uno dei miei viaggi a Praga incontrai padre Josef Zverina nel suo modesto appartamento alla periferia di Praga.


Vaclav Havel e il "potere dei senza potere"

Quando ebbi l’opportunità di andare a casa sua, Havel era uscito dal carcere solo da pochi mesi. Ancora una volta dovetti vestire “alla cecoslovacca”, e per arrivare al suo appartamento dovemmo passare attraverso le cantine dei palazzi adiacenti al suo, che “qualcuno” aveva lasciato aperte per noi. 


Dissenso nell'Europa dell'Est

la verità contro la menzogna del totalitarismo

Il cosiddetto dissenso nei regimi comunisti dell’Est europeo non è riducibile alla semplice connotazione di “opposizione” suggerita dalla definizione, ma deve essere considerato innanzitutto come il tentativo di costruire una polis parallela basata sulla responsabilità di ogni cittadino e volta a occupare gli spazi di libertà culturale, sociale e umana strappati al regime totalitario all’interno del tessuto sociale.  Gli esponenti di Charta ’77 in Cecoslovacchia e di Solidarnosc  in Polonia, come Vaclav Havel, Radim Palous, Jacek Kuron, Adam Michnik, hanno sempre sottolineato che “il potere dei senza potere” consiste nel vincere la paura attraverso la forza creata da un’assunzione collettiva di responsabilità, testimoniata dall’esortazione a “vivere la verità” in una società basata sulla menzogna. Molto spesso la loro azione di “dissenso” consisteva nel reclamare l’applicazione delle leggi, come quella sulla libertà di coscienza, e degli accordi internazionali sottoscritti dai loro Paesi, come gli Accordi di Helsinki
Da queste posizioni è nato un ampio movimento in grado di influire sui comportamenti e sulla mentalità dell’opinione pubblica, al punto che - a parte la Romania – il sistema totalitario è stato rovesciato in modo pacifico, senza spargimento di sangue, con una nuova classe dirigente riconosciuta dalla maggioranza della popolazione, pronta ad assumersi la responsabilità della cosa pubblica.

Approfondimento

Il "potere dei senza potere"

non solo "dissenso", la "polis parallela" nell'Europa dell'Est

La storia

Helena Luczywo

fondatrice della rivista clandestina Robotnik (Operaio)