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Dissenso est Europa

La giustizia e la fragilità dell'essere umano

L'intervista a Dominik Duka, cardinale, teologo, arcivescovo di Praga e primate della Repubblica Ceca, sullo sviluppo morale e spirituale in Repubblica Ceca durante gli ultimi 25 anni. Di Andreas Pieralli


Natale nello Stato di Guerra

Trascorsi il primo Natale dello Stato di Guerra dalla famiglia di un amico sacerdote che abitava in un villaggio di campagna. Eccezionalmente quella notte fu sospeso il coprifuoco per permettere alla gente di andare alla Messa di mezzanotte, ma con il divieto, però, di usare le auto.


Lo Stato di Guerra in Polonia

A partire dai primi mesi del 1981 la situazione economica si fece sempre più drammatica, le code davanti ai negozi alimentari duravano interi giorni e intere notti, si formavano i “comitati di coda” per evitare che qualcuno scavalcasse la fila. 


La Polonia di Solidarnosc

Rientrai in Polonia nel settembre del 1980 carica di aspettative e speranze, e anche di molta curiosità per quello che avrei trovato. In meno di tre mesi il Paese era radicalmente cambiato. Era come se la cappa del grigiore tipica di quei Paesi fosse stata spazzata via, soprattutto dai volti delle persone.


La nascita di Solidarność

Il 14 agosto Danzica balzò sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo: i cantieri navali, orgoglio della Polonia socialista, erano stati occupati dagli operai. Era una vera rivoluzione che nasceva e si fondava sulla solidarietà, e Solidarność divenne il nome del primo sindacato libero di un Paese socialista.


I primi tempi a Lublino

I primi tempi a Lublino non furono facili: l’impossibilità di comunicare con l’Italia, la lentezza e della posta e la difficoltà nello stare attenta a quello che scrivevo pesavano non poco.


Dissenso nell'Europa dell'Est

la verità contro la menzogna del totalitarismo

Il cosiddetto dissenso nei regimi comunisti dell’Est europeo non è riducibile alla semplice connotazione di “opposizione” suggerita dalla definizione, ma deve essere considerato innanzitutto come il tentativo di costruire una polis parallela basata sulla responsabilità di ogni cittadino e volta a occupare gli spazi di libertà culturale, sociale e umana strappati al regime totalitario all’interno del tessuto sociale.  Gli esponenti di Charta ’77 in Cecoslovacchia e di Solidarnosc  in Polonia, come Vaclav Havel, Radim Palous, Jacek Kuron, Adam Michnik, hanno sempre sottolineato che “il potere dei senza potere” consiste nel vincere la paura attraverso la forza creata da un’assunzione collettiva di responsabilità, testimoniata dall’esortazione a “vivere la verità” in una società basata sulla menzogna. Molto spesso la loro azione di “dissenso” consisteva nel reclamare l’applicazione delle leggi, come quella sulla libertà di coscienza, e degli accordi internazionali sottoscritti dai loro Paesi, come gli Accordi di Helsinki
Da queste posizioni è nato un ampio movimento in grado di influire sui comportamenti e sulla mentalità dell’opinione pubblica, al punto che - a parte la Romania – il sistema totalitario è stato rovesciato in modo pacifico, senza spargimento di sangue, con una nuova classe dirigente riconosciuta dalla maggioranza della popolazione, pronta ad assumersi la responsabilità della cosa pubblica.

Approfondimento

Il "potere dei senza potere"

non solo "dissenso", la "polis parallela" nell'Europa dell'Est

Multimedia

Jan Palach, studente cecoslovacco

da "Mizar" (rubrica del TG2)

La storia

Miklos Szabo

redattore della rivista clandestina “Beszèlo"