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Dissenso est Europa

La Polonia di Solidarnosc

Rientrai in Polonia nel settembre del 1980 carica di aspettative e speranze, e anche di molta curiosità per quello che avrei trovato. In meno di tre mesi il Paese era radicalmente cambiato. Era come se la cappa del grigiore tipica di quei Paesi fosse stata spazzata via, soprattutto dai volti delle persone.


La nascita di Solidarność

Il 14 agosto Danzica balzò sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo: i cantieri navali, orgoglio della Polonia socialista, erano stati occupati dagli operai. Era una vera rivoluzione che nasceva e si fondava sulla solidarietà, e Solidarność divenne il nome del primo sindacato libero di un Paese socialista.


I primi tempi a Lublino

I primi tempi a Lublino non furono facili: l’impossibilità di comunicare con l’Italia, la lentezza e della posta e la difficoltà nello stare attenta a quello che scrivevo pesavano non poco.


Incontro con i dissidenti dell'Est Europa

Sabato 15 novembre, ore 12.30, presso la Sala Viscontea del Castello Sforzesco di Milano, conferenza Venticinque anni dalla caduta del Muro di Berlino: La vera testimonianza dei dissidenti dell'Est Europa. L´incontro sarà moderato da Francesco M. Cataluccio e Maria Serena Natale. Saranno presenti Barbara Torunczyk, Martin Machovec e Bujor Nedelcovici.


L'Università Cattolica di Lublino

L’ambiente dell’Università Cattolica era particolarmente stimolante e rappresentava una sorta di oasi nel panorama delle università polacche, dove trovavano asilo numerosi studenti e docenti espulsi dalle altre università del Paese per ragioni politiche.


In viaggio verso Lublino

Arrivai a Varsavia ai primi di settembre del 1979. Prima di andare a Lublino, mi fermai nella capitale alcuni giorni. Ero ospitata nella chiesa di sant’Anna, accanto al Castello Reale, la sede della pastorale universitaria, da cui ogni anno partiva, e parte tuttora, il pellegrinaggio a piedi a Czestochowa del famoso “Gruppo 17


Dissenso nell'Europa dell'Est

la verità contro la menzogna del totalitarismo

Il cosiddetto dissenso nei regimi comunisti dell’Est europeo non è riducibile alla semplice connotazione di “opposizione” suggerita dalla definizione, ma deve essere considerato innanzitutto come il tentativo di costruire una polis parallela basata sulla responsabilità di ogni cittadino e volta a occupare gli spazi di libertà culturale, sociale e umana strappati al regime totalitario all’interno del tessuto sociale.  Gli esponenti di Charta ’77 in Cecoslovacchia e di Solidarnosc  in Polonia, come Vaclav Havel, Radim Palous, Jacek Kuron, Adam Michnik, hanno sempre sottolineato che “il potere dei senza potere” consiste nel vincere la paura attraverso la forza creata da un’assunzione collettiva di responsabilità, testimoniata dall’esortazione a “vivere la verità” in una società basata sulla menzogna. Molto spesso la loro azione di “dissenso” consisteva nel reclamare l’applicazione delle leggi, come quella sulla libertà di coscienza, e degli accordi internazionali sottoscritti dai loro Paesi, come gli Accordi di Helsinki
Da queste posizioni è nato un ampio movimento in grado di influire sui comportamenti e sulla mentalità dell’opinione pubblica, al punto che - a parte la Romania – il sistema totalitario è stato rovesciato in modo pacifico, senza spargimento di sangue, con una nuova classe dirigente riconosciuta dalla maggioranza della popolazione, pronta ad assumersi la responsabilità della cosa pubblica.

Approfondimento

Il "potere dei senza potere"

non solo "dissenso", la "polis parallela" nell'Europa dell'Est

Il libro

Oltrecortina

Annalia Guglielmi

Multimedia

Jan Palach, studente cecoslovacco

da "Mizar" (rubrica del TG2)

La storia

Doina Cornea

dissidente anticomunista