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Dissenso est Europa

I primi tempi a Lublino

I primi tempi a Lublino non furono facili: l’impossibilità di comunicare con l’Italia, la lentezza e della posta e la difficoltà nello stare attenta a quello che scrivevo pesavano non poco.


Incontro con i dissidenti dell'Est Europa

Sabato 15 novembre, ore 12.30, presso la Sala Viscontea del Castello Sforzesco di Milano, conferenza Venticinque anni dalla caduta del Muro di Berlino: La vera testimonianza dei dissidenti dell'Est Europa. L´incontro sarà moderato da Francesco M. Cataluccio e Maria Serena Natale. Saranno presenti Barbara Torunczyk, Martin Machovec e Bujor Nedelcovici.


L'Università Cattolica di Lublino

L’ambiente dell’Università Cattolica era particolarmente stimolante e rappresentava una sorta di oasi nel panorama delle università polacche, dove trovavano asilo numerosi studenti e docenti espulsi dalle altre università del Paese per ragioni politiche.


In viaggio verso Lublino

Arrivai a Varsavia ai primi di settembre del 1979. Prima di andare a Lublino, mi fermai nella capitale alcuni giorni. Ero ospitata nella chiesa di sant’Anna, accanto al Castello Reale, la sede della pastorale universitaria, da cui ogni anno partiva, e parte tuttora, il pellegrinaggio a piedi a Czestochowa del famoso “Gruppo 17


Papa Wojtyla e la nuova speranza della Polonia

L’elezione del Papa polacco aveva già cominciato a scalfire la crosta della paura: c’era un orgoglio nuovo nei gesti e nelle parole dei nostri amici e la consapevolezza che si era spezzato l’isolamento cui erano stati condannati fino a quel momento i paesi dell’Europa dell’Est aveva rinvigorito tutti coloro che si opponevano al sistema, cattolici e non.


L'elezione di Papa Wojtyla

Il 16 ottobre 1978, a Forlì, stavamo facendo la riunione di redazione. Ascoltavamo una radiolina di sottofondo, perché sapevamo che in serata i cardinali, riuniti in Conclave dopo la prematura morte di Giovanni Paolo I, avrebbero votato. Alle parole del cardinale decano “Habemus Papam…Carolum cardinalem Wojtylam” scoppiammo tutti in lacrime.


Dissenso nell'Europa dell'Est

la verità contro la menzogna del totalitarismo

Il cosiddetto dissenso nei regimi comunisti dell’Est europeo non è riducibile alla semplice connotazione di “opposizione” suggerita dalla definizione, ma deve essere considerato innanzitutto come il tentativo di costruire una polis parallela basata sulla responsabilità di ogni cittadino e volta a occupare gli spazi di libertà culturale, sociale e umana strappati al regime totalitario all’interno del tessuto sociale.  Gli esponenti di Charta ’77 in Cecoslovacchia e di Solidarnosc  in Polonia, come Vaclav Havel, Radim Palous, Jacek Kuron, Adam Michnik, hanno sempre sottolineato che “il potere dei senza potere” consiste nel vincere la paura attraverso la forza creata da un’assunzione collettiva di responsabilità, testimoniata dall’esortazione a “vivere la verità” in una società basata sulla menzogna. Molto spesso la loro azione di “dissenso” consisteva nel reclamare l’applicazione delle leggi, come quella sulla libertà di coscienza, e degli accordi internazionali sottoscritti dai loro Paesi, come gli Accordi di Helsinki
Da queste posizioni è nato un ampio movimento in grado di influire sui comportamenti e sulla mentalità dell’opinione pubblica, al punto che - a parte la Romania – il sistema totalitario è stato rovesciato in modo pacifico, senza spargimento di sangue, con una nuova classe dirigente riconosciuta dalla maggioranza della popolazione, pronta ad assumersi la responsabilità della cosa pubblica.

Approfondimento

Il "potere dei senza potere"

non solo "dissenso", la "polis parallela" nell'Europa dell'Est

Multimedia

I giovani dell'antipolitica

documentario realizzato clandestinamente da Gabriele Nissim con la collaborazione di Vaclav Havel

La storia

Mustafa Dzhemilev

leader dei Tatari di Crimea