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Dissenso est Europa

Papa Wojtyla e la nuova speranza della Polonia

L’elezione del Papa polacco aveva già cominciato a scalfire la crosta della paura: c’era un orgoglio nuovo nei gesti e nelle parole dei nostri amici e la consapevolezza che si era spezzato l’isolamento cui erano stati condannati fino a quel momento i paesi dell’Europa dell’Est aveva rinvigorito tutti coloro che si opponevano al sistema, cattolici e non.


L'elezione di Papa Wojtyla

Il 16 ottobre 1978, a Forlì, stavamo facendo la riunione di redazione. Ascoltavamo una radiolina di sottofondo, perché sapevamo che in serata i cardinali, riuniti in Conclave dopo la prematura morte di Giovanni Paolo I, avrebbero votato. Alle parole del cardinale decano “Habemus Papam…Carolum cardinalem Wojtylam” scoppiammo tutti in lacrime.


I cattolici polacchi sotto il cielo plumbeo di Varsavia

Durante il mio primo viaggio in Polonia nel 1978, da Varsavia  mi trasferii a Cracovia insieme alle mie due compagne di viaggio di CSEO. In quel viaggio avemmo modo di incontrare le “due anime” della Chiesa polacca di quegli anni: il cardinal Wyszynski e il cardinal Wojtyla.


Patočka e il rischio della libertà

La riflessione di Francesco Tava sul pensiero di Jan Patočka nel volume Il rischio della libertà, sintesi delle opere filosofiche e politiche del dissidente ceco a cui l'autore aggiunge il punto di vista di un altro filosofo ceco, Karel Kosík, e della tradizione fenomenologica milanese.


Vaclav Havel: disponibili gli atti del convegno

Il 18 dicembre 2012, nel primo anniversario della scomparsa di Václav Havel, all’Università La Sapienza di Roma si è tenuta una giornata di studi in ricordo del presidente ceco. Oggi sono disponibili gli interventi del convegno, a cui ha partecipato anche Gabriele Nissim.


L'Ucraina su Le Monde e BBC

Le Monde tratteggia la composizione della piazza, dove ha prevalso una "forma strutturata" dopo i primi giorni di "scomposta energia". La BBC traccia invece la cronologia della protesta.


Dissenso nell'Europa dell'Est

la verità contro la menzogna del totalitarismo

Il cosiddetto dissenso nei regimi comunisti dell’Est europeo non è riducibile alla semplice connotazione di “opposizione” suggerita dalla definizione, ma deve essere considerato innanzitutto come il tentativo di costruire una polis parallela basata sulla responsabilità di ogni cittadino e volta a occupare gli spazi di libertà culturale, sociale e umana strappati al regime totalitario all’interno del tessuto sociale.  Gli esponenti di Charta ’77 in Cecoslovacchia e di Solidarnosc  in Polonia, come Vaclav Havel, Radim Palous, Jacek Kuron, Adam Michnik, hanno sempre sottolineato che “il potere dei senza potere” consiste nel vincere la paura attraverso la forza creata da un’assunzione collettiva di responsabilità, testimoniata dall’esortazione a “vivere la verità” in una società basata sulla menzogna. Molto spesso la loro azione di “dissenso” consisteva nel reclamare l’applicazione delle leggi, come quella sulla libertà di coscienza, e degli accordi internazionali sottoscritti dai loro Paesi, come gli Accordi di Helsinki
Da queste posizioni è nato un ampio movimento in grado di influire sui comportamenti e sulla mentalità dell’opinione pubblica, al punto che - a parte la Romania – il sistema totalitario è stato rovesciato in modo pacifico, senza spargimento di sangue, con una nuova classe dirigente riconosciuta dalla maggioranza della popolazione, pronta ad assumersi la responsabilità della cosa pubblica.

Approfondimento

Il "potere dei senza potere"

non solo "dissenso", la "polis parallela" nell'Europa dell'Est