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Dissenso est Europa

L'Ungheria avvolta dal filo spinato

Una nuova tappa dei viaggi oltrecortina di Annalia Guglielmi. "Poi arrivammo a Budapest. Non erano passati neppure 20 anni dall’invasione del 1956 e nella capitale i segni di quei giorni di battaglia erano ancora visibili. L’impressione era desolante. La mancanza di restauri, la trasformazione di luoghi magnifici luoghi storici in squallidi ostelli parlavano non solo delle ferite del 1956, ma anche della volontà di censurare la memoria". 


L'opera di CSEO

Costruzione di legami e trasferimento di cultura tra il mondo del dissenso est-europeo, l'Italia e l'Occidente. Così abbiamo conosciuto le opere di Havel e di molti altri pensatori d'Oltrecortina, così si sono cementati i rapporti tra i dissidenti che hanno cambiato la storia del Continente.


Tadeusz Mazowiecki, il ricordo

In occasione della scomparsa di Tadeusz Mazowiecki, primo premier non comunista polacco, Annalia Guglielmi ricorda questa grande figura, che fu tra i protagonisti di Solidarnosc e che attualmente presiedeva il Comitato d'Onore per la costruzione di un Giardino dei Giusti a Varsavia.


Il CSEO e il mio lavoro con i dissidenti

Annalia Guglielmi, che dal 1973 partecipa a prestigiose iniziative editoriali relative all'Est europeo ed è testimone di eccezione del fenomeno del dissenso, ci racconta come conobbe don Francesco Ricci, fondatore del Centro Studi Europa Orientale, e come da allora è cresciuta la sua profonda conoscenza di queste realtà. 


Lou Reed, l'amico di Vaclav Havel

Editoriale di Andreas Pieralli, giornalista, traduttore e scrittore

All'età di 71 anni si è spento a New York uno dei protagonisti della scena musicale moderna: Lou Reed. Fondatore dei Velvet Underground, aveva un legame particolare con la Repubblica Ceca. L’opera musicale del suo


Walesa, uomo della speranza

Il regista Andrzej Wajda dedica al leader di Solidarnosc il film più difficile della sua carriera, che è anche una pellicola molto emozionante e ben riuscita secondo BBC, Guardian e la maggior parte delle testate più autorevoli. Trailer all'interno 


Dissenso nell'Europa dell'Est

la verità contro la menzogna del totalitarismo

Il cosiddetto dissenso nei regimi comunisti dell’Est europeo non è riducibile alla semplice connotazione di “opposizione” suggerita dalla definizione, ma deve essere considerato innanzitutto come il tentativo di costruire una polis parallela basata sulla responsabilità di ogni cittadino e volta a occupare gli spazi di libertà culturale, sociale e umana strappati al regime totalitario all’interno del tessuto sociale.  Gli esponenti di Charta ’77 in Cecoslovacchia e di Solidarnosc  in Polonia, come Vaclav Havel, Radim Palous, Jacek Kuron, Adam Michnik, hanno sempre sottolineato che “il potere dei senza potere” consiste nel vincere la paura attraverso la forza creata da un’assunzione collettiva di responsabilità, testimoniata dall’esortazione a “vivere la verità” in una società basata sulla menzogna. Molto spesso la loro azione di “dissenso” consisteva nel reclamare l’applicazione delle leggi, come quella sulla libertà di coscienza, e degli accordi internazionali sottoscritti dai loro Paesi, come gli Accordi di Helsinki
Da queste posizioni è nato un ampio movimento in grado di influire sui comportamenti e sulla mentalità dell’opinione pubblica, al punto che - a parte la Romania – il sistema totalitario è stato rovesciato in modo pacifico, senza spargimento di sangue, con una nuova classe dirigente riconosciuta dalla maggioranza della popolazione, pronta ad assumersi la responsabilità della cosa pubblica.

Approfondimento

Il "potere dei senza potere"

non solo "dissenso", la "polis parallela" nell'Europa dell'Est

Multimedia

Jan Palach, studente cecoslovacco

da "Mizar" (rubrica del TG2)

La storia

Cardinale Jozsef Mindszenty

oppositore al dialogo tra Chiesa e regime comunista