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Havel's Place

a novembre a Milano un'opera dedicata al Presidente ceco

13 novembre 2019
Ore 11 - Università degli Studi di Milano, Via Festa del Perdono 7

In occasione del trentennale della "Rivoluzione di Velluto", sarà inaugurata nel Cortile della Legnaia dell’Università degli Studi di Milano l’installazione Havel’s Place di Bořek Šípek: l’opera, composta da due sedie e un tavolo di bronzo sui quali appaiono vari elementi simbolici, è ispirata al pensiero e all’azione di Václav Havel e ai suoi ideali democratici. La scultura evoca l'incontro e il dialogo tra due esseri umani, improntato alla comprensione e al rispetto reciproco; il tavolino e le seggiole, che sono decorati con il simbolo di Havel (cuori rossi), sono stati creati dall'architetto e designer Bořek Šípek, legato ad Havel da una grande amicizia.
A tale inaugurazione saranno presenti anche Dagmar Havlová, vedova del Presidente Vaclav Havel e Alena Šeredová, testimonial dell’iniziativa.

Vaclav Havel
Dopo la Primavera di Praga, Vaclav Havel iniziò un'intensa attività politica, che lo portò a fondare Charta '77; fu più volte sottoposto dalle autorità sovietiche a provvedimenti restrittivi; la sua dissidenza gli costò cinque anni di carcere. Leader della Rivoluzione di Velluto del 1989, fu eletto presidente della Cecoslovacchia con le elezioni del giugno 1990, diventando il primo capo di stato non comunista dal 1948. Nel 1993 fu eletto presidente della Repubblica ceca e poi confermato nel 1998. Cessati gli incarichi in politica nazionale, dal 2003 rivolse il proprio impegno nelle istituzioni internazionali.

Bořek Šípek
Nato a Praga nel 1949, Bořek Šípek è stato il più importante architetto designer ceco contemporaneo, conosciuto come padre del neo-barocco. Il suo fan più celebre è stato proprio Václav Havel, che gli ha affidato l'allestimento di alcune parti del Castello di Praga: non poteva che essere Šípek il designer dell’installazione. 

Il progetto dall'architetto e designer Bořek Šípek è stato realizzato dal Centro Ceco di Milano con il sostegno di Regione Lombardia, Università degli Studi di Milano, fondazione Eleutheria, Consolato Generale della Repubblica Ceca a Milano, e CAMIC. In collaborazione con la Biblioteca di Václav Havel a Praga e per gentile concessione della Fondazione Dagmar e Václav Havel VIZE 97.

24 ottobre 2019

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Dissenso nell'Europa dell'Est

la verità contro la menzogna del totalitarismo

Il cosiddetto dissenso nei regimi comunisti dell’Est europeo non è riducibile alla semplice connotazione di “opposizione” suggerita dalla definizione, ma deve essere considerato innanzitutto come il tentativo di costruire una polis parallela basata sulla responsabilità di ogni cittadino e volta a occupare gli spazi di libertà culturale, sociale e umana strappati al regime totalitario all’interno del tessuto sociale.  Gli esponenti di Charta ’77 in Cecoslovacchia e di Solidarnosc  in Polonia, come Vaclav Havel, Radim Palous, Jacek Kuron, Adam Michnik, hanno sempre sottolineato che “il potere dei senza potere” consiste nel vincere la paura attraverso la forza creata da un’assunzione collettiva di responsabilità, testimoniata dall’esortazione a “vivere la verità” in una società basata sulla menzogna. Molto spesso la loro azione di “dissenso” consisteva nel reclamare l’applicazione delle leggi, come quella sulla libertà di coscienza, e degli accordi internazionali sottoscritti dai loro Paesi, come gli Accordi di Helsinki
Da queste posizioni è nato un ampio movimento in grado di influire sui comportamenti e sulla mentalità dell’opinione pubblica, al punto che - a parte la Romania – il sistema totalitario è stato rovesciato in modo pacifico, senza spargimento di sangue, con una nuova classe dirigente riconosciuta dalla maggioranza della popolazione, pronta ad assumersi la responsabilità della cosa pubblica.

Approfondimento

Il "potere dei senza potere"

non solo "dissenso", la "polis parallela" nell'Europa dell'Est

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