Gariwo: la foresta dei Giusti GariwoNetwork

English version | Cerca nel sito:

Per ricordare Jan Palach

appello e viaggio a Praga

Gabriele Nissim porta fiori per Jan Palach in piazza S. Venceslavo a Praga (Foto di Gariwo)

Gabriele Nissim porta fiori per Jan Palach in piazza S. Venceslavo a Praga (Foto di Gariwo)

Per ricordare Jan Palach appello e viaggio a Praga il 16 gennaio 2009.

19 gennaio 2009, ore 18.30, presidio davanti al Consolato della Repubblica Ceca di Milano, via Morgagni, 20.
Organizzato da ANNAVIVA con l'adesione del Comitato per la Foresta dei Giusti e di altre associazioni.

Testo dell'appello
Noi, che quarant’anni fa eravamo impegnati a Milano nel Movimento Studentesco, potevamo fare di più quando, il 16 gennaio del 1969, il giovane ventunenne cecoslovacco Jan Palach si trasformò in una torcia umana per protestare contro l’occupazione militare sovietica e contro la repressione nel sangue della Primavera di Praga.
Molti di noi furono colpiti dalla drammaticità di quel gesto estremo, ma il Movimento non ne comprese fino in fondo la portata storica e strategica. Jan Palach denunciava l’oppressione sovietica e interpretava la volontà dei popoli dell’Est europeo di riconquistare quelle stesse libertà fondamentali che, con passione, rivendicavamo nelle piazze per il Vietnam e per altri popoli in lotta per l’indipendenza.
Grazie anche al fuoco che avvolse il giovane Palach, nel decennio successivo ci impegnammo a fianco delle lotte di Charta 77, di Solidarnosc e dei dissidenti dell’Urss fino alla caduta del Muro. Tuttavia, la nostra generazione, con la medesima sincerità con cui rivendica il suo contribuito all’affermazione della partecipazione popolare e della democrazia e al riscatto degli oppressi, deve avere l’onestà intellettuale di fare i conti con il debito di riconoscenza e di verità che è dovuto, oggi come ieri, al sacrificio di Jan Palach. 
In occasione dell’anniversario del suo sacrifico, saremo in Piazza San Venceslao a Praga per testimoniargli con convinzione la nostra gratitudine e per ricordare ai giovani, usando le parole di Alexander Dubcek, che “l’uomo e l’umanità sono capaci non soltanto di conoscere il mondo, ma anche di trasformarlo’”, alla condizione, però, di saper guardare alla realtà con intelligenza ed onestà.

**Comitato Promotore**: Mario Attardo, Claudia Balotta, Enzo Biassoni, Mauro Buscaglia, Renzo Canciani, Mario Capanna, Claudio Casaletti, Maurizio Carrara, Dario Cinquetti, Giovanni Cominelli, Bruno Contigiani, Enrico Castrovilli, Nando dalla Chiesa, Pasqualina De Riu, Franco Fabbri, Luca Fois, Marco Garofalo, Alfonso Gianni, Giulio Leghissa, Giuseppe Liverani, Franco Manigrasso, Mario Martucci, Tonino Mulas, Gabriele Nissim, Marco Onorato, Franco Origoni, Silvia Palombi, Giovanni Piras, Ennio Rota, Pietro Somaini, Agnese Santucci, Saveria Spezzano, Giulio Stocchi, Dario Tosi, Pietro Venturini, Sergio Vicario.

16 gennaio 2009

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




Commemorazione di Jan Palach

Praga

Dissenso nell'Europa dell'Est

la verità contro la menzogna del totalitarismo

Il cosiddetto dissenso nei regimi comunisti dell’Est europeo non è riducibile alla semplice connotazione di “opposizione” suggerita dalla definizione, ma deve essere considerato innanzitutto come il tentativo di costruire una polis parallela basata sulla responsabilità di ogni cittadino e volta a occupare gli spazi di libertà culturale, sociale e umana strappati al regime totalitario all’interno del tessuto sociale.  Gli esponenti di Charta ’77 in Cecoslovacchia e di Solidarnosc  in Polonia, come Vaclav Havel, Radim Palous, Jacek Kuron, Adam Michnik, hanno sempre sottolineato che “il potere dei senza potere” consiste nel vincere la paura attraverso la forza creata da un’assunzione collettiva di responsabilità, testimoniata dall’esortazione a “vivere la verità” in una società basata sulla menzogna. Molto spesso la loro azione di “dissenso” consisteva nel reclamare l’applicazione delle leggi, come quella sulla libertà di coscienza, e degli accordi internazionali sottoscritti dai loro Paesi, come gli Accordi di Helsinki
Da queste posizioni è nato un ampio movimento in grado di influire sui comportamenti e sulla mentalità dell’opinione pubblica, al punto che - a parte la Romania – il sistema totalitario è stato rovesciato in modo pacifico, senza spargimento di sangue, con una nuova classe dirigente riconosciuta dalla maggioranza della popolazione, pronta ad assumersi la responsabilità della cosa pubblica.

Approfondimento

Il "potere dei senza potere"

non solo "dissenso", la "polis parallela" nell'Europa dell'Est

Multimedia

I Plastic People e Vaclav Havel

il Presidente a un concerto

La storia

Wladyslaw Anders

Generale polacco, tra Katyn e la Lubianka