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Una mostra e un convegno in memoria di Václav Havel

Nel primo anniversario della scomparsa

©European Parliament/Pietro Naj-Oleari

©European Parliament/Pietro Naj-Oleari

Nel primo anniversario della scomparsa, viene ricordato con una mostra fotografica e un convegno internazionale Václav Havel, ultimo presidente della Cecoslovacchia e primo presidente della Repubblica Ceca.
Ideatore e promotore di Charta '77, insieme a Jiri Hajek e Jan Patocka, durante tutta la sua vita si è battuto con forza per difendere i cittadini perseguitati del suo Paese. 


In suo onore, presso la Biblioteca Alessandrina di Roma, dal 17 dicembre 2012 al 31 gennaio 2013, sarà allestita la mostra "Václav Havel nello sguardo della fotografa Dagmar Hochová"
Il suggestivo ritratto di Havel, scrittore, drammaturgo e dissidente, composto dalla Hochová descrive alcuni momenti della vita, del carattere e dell'intelligenza sociale del presidente, amico personale della fotografa.
La mostra rimarrà aperta al pubblico dalle ore 9 alle 19.30, previa richiesta, tutti i giorni esclusi sabato e domenica.


Al Centro Congressi dell'Università La Sapienza, martedì 18 dicembre alle ore 14:30 si terrà invece un convegno internazionale di studi che analizzerà a tutto tondo la figura di Havel, in prospettiva storica, letteraria e teatrale.
Il convegno si svolgerà grazie al contributo dell'Università La Sapienza, l'Università di Udine e quella di Padova, in collaborazione con l'Ambasciata della Repubblica Ceca, il Centro Ceco di Milano, la Fondazione Knihovna Václava Havla e il teatro Nuovo Giovanni da Udine, con il patrocinio del Ministro degli Affari esteri della Repubblica Ceca e della Sig.ra Dagmar Havlovà.


Qui il programma completo del convegno a cui parteciperà anche Gabriele Nissim, presidente di Gariwo, la foresta dei Giusti. 

10 dicembre 2012

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Dissenso nell'Europa dell'Est

la verità contro la menzogna del totalitarismo

Il cosiddetto dissenso nei regimi comunisti dell’Est europeo non è riducibile alla semplice connotazione di “opposizione” suggerita dalla definizione, ma deve essere considerato innanzitutto come il tentativo di costruire una polis parallela basata sulla responsabilità di ogni cittadino e volta a occupare gli spazi di libertà culturale, sociale e umana strappati al regime totalitario all’interno del tessuto sociale.  Gli esponenti di Charta ’77 in Cecoslovacchia e di Solidarnosc  in Polonia, come Vaclav Havel, Radim Palous, Jacek Kuron, Adam Michnik, hanno sempre sottolineato che “il potere dei senza potere” consiste nel vincere la paura attraverso la forza creata da un’assunzione collettiva di responsabilità, testimoniata dall’esortazione a “vivere la verità” in una società basata sulla menzogna. Molto spesso la loro azione di “dissenso” consisteva nel reclamare l’applicazione delle leggi, come quella sulla libertà di coscienza, e degli accordi internazionali sottoscritti dai loro Paesi, come gli Accordi di Helsinki
Da queste posizioni è nato un ampio movimento in grado di influire sui comportamenti e sulla mentalità dell’opinione pubblica, al punto che - a parte la Romania – il sistema totalitario è stato rovesciato in modo pacifico, senza spargimento di sangue, con una nuova classe dirigente riconosciuta dalla maggioranza della popolazione, pronta ad assumersi la responsabilità della cosa pubblica.

Approfondimento

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