English version | Cerca nel sito:

Vaclav Havel: disponibili gli atti del convegno

dell'Università La Sapienza di Roma

Vaclav Havel

Vaclav Havel

Il 18 dicembre 2012, nel primo anniversario della scomparsa di Václav Havel, all’Università La Sapienza di Roma si è tenuta una giornata di studi in ricordo del presidente ceco, a cui sono dedicati un albero e un cippo al Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano.

Il convegno internazionale, organizzato in collaborazione con gli atenei di Udine e Padova, l’Ambasciata della Repubblica Ceca a Roma, il Centro Ceco di Milano, il Teatro Nuovo Giovanni da Udine e la Knihovna Václava Havla di Praga, ha ricordato – in una prospettiva storica, letteraria e teatrale – la figura dell’ideatore e promotore di Charta '77, che durante tutta la sua vita si è battuto per difendere i cittadini perseguitati del suo Paese.

Sono ora disponibili, a questo link, gli interventi del convegno, a cui ha partecipato anche il presidente di Gariwo Gabriele Nissim.

Di seguito i titoli delle relazioni presentate:

Antonello Folco Biagini, “Una giornata di studi in ricordo di Václav Havel nel primo anniversario della scomparsa”
Josef Jařab, “Václav Havel – Un drammaturgo radicale anche in politica”, traduzione dal ceco di Christian Azzolini
Annalisa Cosentino, “Una storia di formazione: Havel e la scrittura letteraria”
Alessandro Catalano, “Dal potere dei senza potere al potere senza il potere. La parabola di Václav Havel nel dissenso cecoslovacco”
Vladimír Just, “Contributo all’experanto ovvero i ‘non personaggi’ di Václav Havel”, traduzione dal ceco di Mafalda Morganti,
Giuseppe Rutto, “Václav Havel dissidente”
Gabriele Nissim, “L’eredità morale di Václav Havel”
Francesco Caccamo, “Václav Havel dal dissenso alla politica”
Petr Buriánek, “Václav Havel e il suo ruolo in politica estera dopo il 1989”
Slavoj Žižek, “Tentando di sfuggire alla logica capitalista”, traduzione dall'inglese di Francesca Lazzarin

15 aprile 2014

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




Dissenso nell'Europa dell'Est

la verità contro la menzogna del totalitarismo

Il cosiddetto dissenso nei regimi comunisti dell’Est europeo non è riducibile alla semplice connotazione di “opposizione” suggerita dalla definizione, ma deve essere considerato innanzitutto come il tentativo di costruire una polis parallela basata sulla responsabilità di ogni cittadino e volta a occupare gli spazi di libertà culturale, sociale e umana strappati al regime totalitario all’interno del tessuto sociale.  Gli esponenti di Charta ’77 in Cecoslovacchia e di Solidarnosc  in Polonia, come Vaclav Havel, Radim Palous, Jacek Kuron, Adam Michnik, hanno sempre sottolineato che “il potere dei senza potere” consiste nel vincere la paura attraverso la forza creata da un’assunzione collettiva di responsabilità, testimoniata dall’esortazione a “vivere la verità” in una società basata sulla menzogna. Molto spesso la loro azione di “dissenso” consisteva nel reclamare l’applicazione delle leggi, come quella sulla libertà di coscienza, e degli accordi internazionali sottoscritti dai loro Paesi, come gli Accordi di Helsinki
Da queste posizioni è nato un ampio movimento in grado di influire sui comportamenti e sulla mentalità dell’opinione pubblica, al punto che - a parte la Romania – il sistema totalitario è stato rovesciato in modo pacifico, senza spargimento di sangue, con una nuova classe dirigente riconosciuta dalla maggioranza della popolazione, pronta ad assumersi la responsabilità della cosa pubblica.

Approfondimento

Il "potere dei senza potere"

non solo "dissenso", la "polis parallela" nell'Europa dell'Est

Multimedia

I Plastic People e Vaclav Havel

il Presidente a un concerto

La storia

Wladyslaw Bartoszewski

una grande figura morale di resistenza ai totalitarismi