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Walesa, uomo della speranza

nuovo film di Andrzej Wajda

A Londra per la presentazione di Man of Hope del regista polacco autore de L'Uomo di Marmo e Katyn, Lech Walesa ha dichiarato: "Ecco perché ho vinto: ho sorpreso i comunisti, ho sorpreso Eltsin, ho sorpreso molti Presidenti". 
Il leader di Solidarnosc ha vinto il Premio Nobel per la Pace nel 1983 ed è stato eletto Presidente della Polonia liberata dal comunismo nel 1990, ma la storia narrata nel film si ferma prima. Narra infatti delle lotte di Walesa negli anni '70, quando le autorità comuniste reprimono le proteste dei lavoratori e il sindacalista è costretto a dichiarare di essere un informatore. 

Il resto del film racconta il raggiungimento della maturità politica di Walesa e il suo rapporto con la moglie Danuta. Il leader polacco è portato sulla scena dall'attore Robert Wieckwiewicz, con esperienza di teatro e una grande somiglianza con il soggetto rappresentato. Attore e personaggio si sono incontrati solo dopo la realizzazione della pellicola. 

Per Wieckwiewicz, Walesa ha regalato prima a Danzica e poi a tutta la Polonia la possibilità di respirare, eppure non è un personaggio facile: "Ha una grande rabbia interna. E oggi la società polacca è divisa in due, tra chi ritiene che sia ancora un eroe e chi lo giudica un traditore". Per Wajda ritrarre Walesa è stata la sfida più grande di tutta la sua carriera. 

22 ottobre 2013

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Dissenso nell'Europa dell'Est

la verità contro la menzogna del totalitarismo

Il cosiddetto dissenso nei regimi comunisti dell’Est europeo non è riducibile alla semplice connotazione di “opposizione” suggerita dalla definizione, ma deve essere considerato innanzitutto come il tentativo di costruire una polis parallela basata sulla responsabilità di ogni cittadino e volta a occupare gli spazi di libertà culturale, sociale e umana strappati al regime totalitario all’interno del tessuto sociale.  Gli esponenti di Charta ’77 in Cecoslovacchia e di Solidarnosc  in Polonia, come Vaclav Havel, Radim Palous, Jacek Kuron, Adam Michnik, hanno sempre sottolineato che “il potere dei senza potere” consiste nel vincere la paura attraverso la forza creata da un’assunzione collettiva di responsabilità, testimoniata dall’esortazione a “vivere la verità” in una società basata sulla menzogna. Molto spesso la loro azione di “dissenso” consisteva nel reclamare l’applicazione delle leggi, come quella sulla libertà di coscienza, e degli accordi internazionali sottoscritti dai loro Paesi, come gli Accordi di Helsinki
Da queste posizioni è nato un ampio movimento in grado di influire sui comportamenti e sulla mentalità dell’opinione pubblica, al punto che - a parte la Romania – il sistema totalitario è stato rovesciato in modo pacifico, senza spargimento di sangue, con una nuova classe dirigente riconosciuta dalla maggioranza della popolazione, pronta ad assumersi la responsabilità della cosa pubblica.

Approfondimento

Il "potere dei senza potere"

non solo "dissenso", la "polis parallela" nell'Europa dell'Est

Il libro

Il pogrom

Adam Michnik

Multimedia

Jan Palach, studente cecoslovacco

da "Mizar" (rubrica del TG2)

La storia

Jan Patocka

filosofo di "Charta 77"