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Zelu Zelev (1935 - 2015)

l'autore de "Lo Stato totalitario"

Nasce in un villaggio di campagna, da una famiglia contadina.

Nel 1958 si laurea in filosofia all’Università di Sofia e nel 1960 entra nel Partito Comunista Bulgaro, ma ben presto comincia a criticare il dogmatismo insito nel marxismo leninismo. Stampa al ciclostile 200 copie di un suo articolo (Definizione filosofica della materia nelle scienze naturali contemporanee) e lo diffonde negli ambienti dell’intellighenzia scientifica ed artistica. Per questo, nel 1965, viene espulso dal Partito e dall’università in quanto antimarxista e antimaterialista, gli viene impedito di discutere il dottorato di ricerca e tolta la residenza a Sofia. Si trasferisce nel villaggio di campagna da cui proviene sua moglie. 
Nel 1967, scrive il libro Lo stato totalitario, che ben presto si diffonde, passando di mano in mano attraverso i canali del samizdat.

Nel 1968 può far ritorno a Sofia. Nel 1974 può finalmente discutere la tesi di dottorato e comincia a lavorare come ricercatore.

Lo stato totalitario viene pubblicato nel 1982 con il titolo di Fascismo, quasi subito ritirato dalle librerie. Il testo sostiene che non ci sono sostanziali differenze fra i sistemi nazisti e quelli comunisti e per questo suscita l’interesse dei servizi di sicurezza e dei funzionari di partito. Tutti i dipendenti della casa editrice che sono venuti in contatto con il volume, sono colpiti con il licenziamento o con altre pene, ma proprio per queste persecuzioni ben presto il libro diventa leggenda.

Negli Anni Ottanta Zelev continua i suoi studi sull’essenza del sistema comunista e si espone sempre più anche in pubblico, provocando, nel 1983, l’apertura di un dossier dei servizi di sicurezza. Nel 1988 prende parte all’organizzazione del “Comitato Sociale di Difesa dell’Ecologia”. È uno dei fondatori, e primo presidente, del “Club a Sostegno della Glasnost e della Perestrojka”. Durante la prima seduta plenaria del Club, il 2 novembre 1989, lancia l’idea di unire tutte le forze dell’opposizione in un unico fronte. Questo il primo passo verso la creazione, il 7 dicembre 1989, della “Coalizione delle forze Democratiche”, di cui viene nominato presidente.

Il 14 dicembre partecipa alla manifestazione per cancellare l’articolo 1 della Costituzione sul ruolo guida del partito. Il suo equilibrio e la sua autorità morale contribuiscono a far sì che i cambiamenti in Bulgaria avvengano senza violenze. È a capo della delegazione dell’opposizione durante la Tavola Rotonda svoltasi dal 3 gennaio al 5 maggio 1990.

Dal 1990 al 1997 è presidente della Bulgaria e al termine dell’incarico assume la presidenza della fondazione che porta il suo nome.

Segnalato da Gariwo per Wefor con la consulenza di Annalia Guglielmi

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