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Zofia Kuratowska (1931 - 1999)

il medico di Solidarnosc

Foto della Camera dei Deputati

Foto della Camera dei Deputati

Nasce nel 1931 in un villaggio nei pressi di Varsavia.

Nel 1944 prende parte all’Insurrezione di Varsavia. Dal 1948 al 1950 studia polonistica presso l’Università di quella città. Nel 1950 passa alla facoltà di medicina, dove si laurea nel 1955. Dal 1956 al 1960 è assistente alla Clinica di Medicina Interna dell’Istituto di Ematologia, divenendo ben presto una delle massime autorità polacche in questa specialità.

Nel 1980 si iscrive a Solidarność, entrando a far parte della Commissione Nazionale di Coordinamento di Solidarność dei lavoratori del servizio sanitario.
Nel gennaio del 1982, dopo l’introduzione dello Stato di Guerra, è  tra gli autori della cosiddetta “Lettera degli Otto”, una lettera di protesta indirizzata al generale Jaruzelski da un gruppo di intellettuali, che chiedono la revoca dello Stato di Guerra, la liberazione degli internati e dei prigionieri politici e il ripristino delle libertà civili. 

Dal gennaio 1982 al 1989 è fra gli animatori più attivi del Comitato del Primate di Aiuto ai Perseguitati Politici(1) , in cui dirige la sezione medica e per questo visita i campi di internamento e le carceri, e assiste, in veste di osservatore, ai processi politici.

Nel 1983 e nel 1984, insieme al marito, organizza in casa sua una serie di incontri mensili dal titolo La verità sulla Polonia, con la partecipazione di eminenti esponenti dell’opposizione. Gli incontri saranno interrotti da un violento intervento dei funzionari dei Servizi Segreti e i tentativi di riprenderli presso altri appartamenti non avranno successo.

Nel 1983 subisce numerosi interrogatori e viene ripetutamente minacciata di gravi conseguenze se continuerà a prestare la sua opera nel Comitato del Primate ed infine le vengono revocati il titolo di professore e la carica di primario nell’ospedale in cui lavora. È ideatrice e caporedattore di una rivista medica clandestina, “Quaderni di Medicina Indipendente”, il cui primo numero esce nel 1984, edita fino al 1989. Escono, inoltre, diversi articoli sulla riviste “Krytyka” e “Kultura”, pubblicate a Parigi dall’emigrazione polacca, in cui Zofia affronta i nodi cruciali della sanità in Polonia, lo stato sanitario delle carceri e i problemi strutturali legati al servizio sanitario, proponendo alcune riforme, di cui sottolinea l’assoluta necessità. 

È presidente della Commissione Sanità creata nel 1984 da Solidarność clandestina ed è membro del Consiglio Direttivo del Fondo per l’editoria indipendente creato nel 1986. Nel 1985 scrive una lettera al presidente dell’Accademia Polacca delle Scienze per protestare contro l’espulsione del professor Bronislaw Geremek(2)  per motivi politici.

Dall’autunno del 1988 è membro del Comitato Civico presso il Presidente Lech Wałȩsa, di cui sostiene la leadership. Nell’aprile del 1989, alla vigilia della Tavola Rotonda, viene nominata presidente della Fondazione Sociale di Solidarność, creata  per l’utilizzo dei fondi donati a Solidarność dal Congresso degli Stati Uniti.

È fra i sostenitori della linea di Lech Wałȩsa di dialogo con le autorità e, dal 6 febbraio al 5 aprile 1989, partecipa ai lavori della Tavola Rotonda, in cui presiede il gruppo di lavoro sul servizio sanitario, che porteranno alla caduta del regime in Polonia e alle prime elezioni semilibere nel giugno del 1984.
Nonostante il suo valore di ricercatrice in campo medico sia riconosciuto a livello internazionale, a causa del suo impegno sociale e politico nel lavoro viene costantemente emarginata e relegata a ruoli di secondo piano e fino al 1989 le verrà negato il titolo accademico di professore.

Dal giugno 1989 al 1997 è eletta al Senato Polacco, dove riveste la carica di vice presidente dal 1989 al 1991. Dal 1990 al 1997 dirige la Clinica di Ematologia dell’Accademia di Medicina di Varsavia.

Nel 1997 le viene conferita la Croce di Commendatore dell’Ordine della Rinascita della Polonia. Dal 1997 è ambasciatrice della Repubblica Polacca in Sudafrica. Muore l’8 giugno 1999 a Pretoria, dove sono conservate le sue ceneri.

NOTE
(1) Prymasowski Komitet Pomocy Osobom Pozbawionym Wolności i ich Rodzinom (Comitato del Primate di Aiuto alle Persone Private della Libertà e alle loro Famiglie) organizzazione caritativa nata il 17 dicembre 1981 per iniziativa dell’Episcopato Polacco come risposta allo Stato di Guerra introdotto il 13 dicembre che aveva visto l’arresto e l’internamento degli attivisti politici e degli uomini di cultura. Presente in tutte le diocesi polacche, il Comitato organizzò e coordinò una vastissima azione di solidarietà sia attraverso la distribuzione regolare di generi di prima necessità alle famiglie delle persone cadute vittima della represisone, che raccogliendo informazioni sullaloro sorte e organizzando per loro l’assistenza legale o, se necessario, medica. Si calcola che siano circa ventimila le persone che sono state assistite dal Comitato.

(2) Bronisław Geremek (1932 -2008), storico medievista, iscritto nel 1950 al Partito Operaio Unificato Polacco per ne esce per protesta dopo i fatti del marzo 1968. Dalla seconda metà degli anni ’70 si lega al movimento di opposizione ed è uno degli organizzatori dell’Associazione dei Corsi Scientifici. Durante gli scioperi di Danzica nel 1980 si reca sul litorale ed entra nel gruppo di esperti creato attorno a Lech Wałȩsa. Dopo l’introduzione dello Stato di Guerra nel 1981 viene internato, sarà rilasciato dopo un anno, e privato del titolo di professore. Partecipa ai lavori della Tavola Rotonda nel 1989. Dal 1989 al 2001 è eletto al Parlamento polacco e dal 1997 al 2000 ricopre la carica di Ministro degli Esteri. Dal 2004 fino alla morte è deputato al Parlamento Europeo. Muore nel 2008 in un incidente stradale.

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