Gariwo
QR-code
https://it.gariwo.net/giusti/dopo-lurss/aleksej-naval-nyj-27623.html
Gariwo

Aleksej Naval'nyj (Butyn, Unione Sovietica, 1976 - Charp, Russia, 2024)

l'attivista che ha sfidato e accusato Vladimir Putin

Alexey Naval'nyj è stato l'avversario più intransigente e pericoloso dell'autocrate russo Vladimir Putin. Un uomo coraggioso, intelligente e preparato. Molto importanti ed efficaci sono state le sue campagne di denuncia contro la corruzione di Putin e degli uomini che lo circondano e sostengono. Nei suoi video, Naval'nyj ha mostrato le ricchezze esagerate del dittatore, la violazione costante dei diritti umani, il sistema violentemente repressivo degli organi di sicurezza, la mancanza totale di una qualsiasi forma di democrazia. Per finire con la denuncia della ferocia della guerra all’Ucraina. In tutte le occasioni, perfino nelle aule di tribunale, Naval'nyj ha fatto sentire la sua voce non tanto per autodifendersi, quanto più per denunciare veleni e intrighi del regime corrotto e illiberale della Russia di Putin. Basta andarsi a leggere i quattro discorsi di Naval'nyj, pronunciati in tribunale: Non tacete. Discorsi sulla libertà in Russia (Garzanti 2022).

Alexey Naval'nyj, nato a Butyn (una cittadina fuori Mosca), si laurea a 22 anni in Legge nel 1998. Inizia a interessarsi alla politica nei primi anni 2000, quando si candida alle elezioni locali con il partito liberale e nazionalista "Yabloko". Nel 2006 apre un blog in cui comincia a pubblicare articoli che denunciano e smascherano la corruzione e l’enorme ricchezza dell’élite politica russa, e accusano Vladimir Putin di essere a capo di un regime di «ladri e corrotti». Il messaggio di Navalny, tutto basato sulla lotta alla corruzione, fa leva su un malcontento diffuso tra i russi. Si avvale di ottima capacità retorica e fantasia per inventare numerose iniziative divenute celebri. Naval'nyj e i suoi organizzano nel corso degli anni innumerevoli proteste e manifestazioni dove compaiono pupazzi e gonfiabili gialli a forma di papere, che diventano un simbolo della corruzione del governo.

Le sue iniziali posizioni politiche si evolvono nel corso degli anni. All’inizio della sua carriera sono più controverse: Naval'nyj avrebbe potuto essere qualificato come un politico nazionalista. Nel 2008 approva l'invasione russa della Georgia e a quegli anni risalgono alcune sue dichiarazioni razziste e discriminatorie contro i popoli del Caucaso e dell’Asia centrale, contro i quali nella popolazione russa esistono da sempre forme di razzismo estremamente radicate. Però, man mano che la sua posizione come leader dell’opposizione si consolida e che aumentavano i contatti con l’Occidente, Naval'nyj modera o elimina del tutto queste opinioni: si dichiara a favore dei diritti delle persone omosessuali, approfondisce il suo pensiero democratico e condanna decisamente l’imperialismo russo di Vladimir Putin (nel 2022 si esprime con durezza contro l’invasione dell’Ucraina). 

Tra il 2011 e il 2012 Naval'nyj si unisce alle proteste che coinvolgono centinaia di migliaia di persone, soprattutto nelle grandi città come Mosca e San Pietroburgo, organizzate dall’opposizione russa contro i risultati manipolati delle elezioni legislative e presidenziali. Putin le reprime con eccezionale durezza: migliaia di persone vengono messe in prigione. L'ex campione di scacchi e principale leader dell’opposizione Garry Kasparov è costretto a fuggire all’estero e Boris Nemcov, ex vice primo ministro ai tempi del vecchio presidente Boris Eltsin, viene ucciso in un attentato a Mosca nel 2015, a due passi dal palazzo del Cremlino. Naval'nyj viene incarcerato e diviene di fatto l’unico vero leader dell’opposizione in Russia. Proprio per questo su di lui si concentrano le minacce e le azioni repressive del regime.

Nel 2011 dà vita alla "Fondazione per la lotta alla corruzione": un'organizzazione investigativa con lo scopo di svolgere indagini sulla corruzione di vari politici, oligarchi, funzionari russi. Le indagini vengono poi pubblicate attraverso il canale YouTube dello stesso Naval'nyj. Fino al 2021 (quando la Fondazione venisse sciolta) pubblica alcune celebri indagini che mostrano le ricchezze enormi e illegittime di Putin e dei suoi alleati. La più nota mostra come Putin si fosse fatto costruire un gigantesco e lussuosissimo palazzo sulla costa del Mar Nero, costato 1,1 miliardi di euro e finanziato almeno in parte con fondi illeciti.

Il 15 dicembre 2012 fonda il partito il Partito Democratico del Progresso "Russia del Futuro" (sciolto il 29 aprile 2021), di ispirazione liberale e filoeuropea. Naval'nyj si candida oppure organizza l’opposizione di, praticamente, tutte le elezioni indette in Russia: quelle per il sindaco di Mosca nel 2013, le presidenziali del 2018, quelle per il consiglio comunale di Mosca del 2019 e le legislative del 2021. Le varie formazioni politiche con cui si candida vengono rese illegali e lui stesso viene incriminato per vari reati: corruzione, evasione fiscale, vandalismo e un non meglio precisato "estremismo". Nella maggior parte dei casi gli è impedito di presentarsi alle elezioni, come successe alle presidenziali del 2018, quando la commissione elettorale russa giudica illegale la sua candidatura.

In quegli anni Navalny subisce molti attentati e aggressioni. La sua distruzione psicologica si avvale di tutte le possibili forme di screditamento, stravolgendo e accentuando le sue giovanili posizioni nazionalistiche. Nella trappola del fango cade anche, nel febbraio 2021, Amnesty International, che ritira maldestramente a Naval'nyj la designazione di "prigioniero di coscienza" per alcuni suoi video e dichiarazioni del passato che avrebbero incitato all'odio nazionalista (decisione poi revocata nel maggio dello stesso anno).

Nel 2017 viene attaccato con una vernice tossica (Zelyonka) e perde l'80% della vista dall'occhio destro. Nell'agosto del 2020 viene avvelenato mediante un agente nervino (Novichok) mentre si trova su un aereo che lo riporta a Mosca, dopo un turno elettorale in Siberia. In quell'occasione si salva per miracolo e viene curato in Germania. Tornato in salute, fa ritorno in Russia dove, però, viene subito arrestato e condannato, dopo vari processi, a un infinità di anni (19+9). Viene poi rinchiuso in carceri sempre più duri e isolati. L'ultima condanna, il 26 settembre 2023 in Corte d'Appello, a porte chiuse e con Naval'nyj collegato in video dal luogo di detenzione, viene confermata la pena a 19 anni, da scontare nella colonia penale di massima sicurezza IK-6, nel villaggio di Melekhovo. All’inizio di dicembre del 2023 viene trasferito nella prigione IK-3, così isolata che le comunicazioni con l’esterno si diradano. Navaln'nyj sparisce per tre settimane. Quando a fine dicembre riesce, infine, a comunicare con l’esterno, scrive su Twitter: "Sto bene, non vi preoccupate per me".

"Morto dopo una passeggiata", in questo modo viene data la notizia della scomparsa di Naval'nyj dalla direzione della colonia penale IK-3 (soprannominata "Lupo polare"), a Charp, nel circondario autonomo Jamalo-Nemec, oltre il Circolo Polare Artico. Naval'nyj ha combattuto fino all'ultimo: da pochi giorni, attraverso il sito "neputin.org" aveva lanciato la Campagna del fondo anticorruzione contro Putin-2024 per contrastare con ogni mezzo la rielezione di Putin. La sua morte è stata un omicidio di stato.

Rimani aggiornato con le storie dei Giusti

Una volta al mese riceverai dalla redazione di Gariwo riflessioni, eventi e storie sul valore della responsabilità e della memoria del Bene.

Email:

Contenuti correlati

L’enciclopedia dei Giusti - Giusti nell'area post-sovietica

pochi anni dopo la dissoluzione dell’URSS, un nuovo regime autoritario guidato da Vladimir Putin ha ottenuto il potere assoluto in Russia, un paese in cui chi lotta per i diritti umani, la pace e l’informazione indipendente oggi rischia l’isolamento civile, la detenzione nelle colonie penali e la morte. Il suo raggio di azione continua ad affliggere chi sogna democrazia e libertà in tutto lo spazio post-sovietico

Filtra per:

Ci spiace, nessun Giusto corrisponde ai filtri che hai scelto.