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Miriam Novitch (1908 - 1990)

colei che fece conoscere lo sterminio degli zingari

Se non ci fosse stata Miriam, secondo don Bruno Nicolini (1927-2012), fondatore dell’Opera Nomadi, “nessuno avrebbe saputo dello sterminio degli zingari”. Era nata in un villaggio dell’attuale Bielorussia. Aveva studiato a Vilna e prima della guerra era emigrata in Francia. 

Come partigiana francese venne arrestata nel giugno del 1943 e rinchiusa nel campo di Vittel. Fra i suoi compagni di sventura, un suo compatriota e amico, il poeta yiddish Yitskhok Katsenelson (1886-1944). Fu anche grazie alle insistenze di Miriam che Katsenelson scrisse Il canto del popolo ebraico massacrato, un lungo poema che Primo Levi definì «privo di paragone con nessuna altra opera nella storia di tutte le letterature». E fu sempre per ostinazione di Miriam che il poeta lo nascose in alcune bottiglie ai piedi di un albero. E fu Miriam a guerra finita, quando Katsenelson era già stato assassinato, a ritrovarlo e farlo pubblicare. 

Nel 1946 Miriam emigrò in Palestina, fu fra le fondatrici del kibbutz Lohamei ha-Getta’ot, “Eroi del ghetto”, e la creatrice del suo museo, inaugurato pochi anni dopo. È stata Miriam a coniare l’espressione resistenza spirituale riferita a ogni manifestazione artistica realizzata al tempo della Shoah, e alla resistenza spirituale ha dedicato infinite mostre (fra cui una al Castello Sforzesco di Milano nel 1976), articoli, conferenze. Ha scritto dodici libri, fra cui uno, datato 1968, che è la prima descrizione completa dello sterminio dei rom.

Nel 1965 la studiosa Mirella Karpati, per incarico dell’Università di Padova, aveva invitato Miriam Novitch a Bressanone per un convegno internazionale sulla scolarizzazione dei bambini rom. Al convegno Miriam portò una prima serie di documenti sul Porajmos: il genocidio dei rom. Fu qui che Mirella e don Bruno, che già avevano iniziato a studiare la storia di questo popolo, decisero di dar vita al Centro Studi Zingari, la più importante istituzione italiana dedicata a questa cultura. Ha dichiarato don Bruno: “Miriam Novitch: quanta intelligenza, quanti progetti, quanta voglia di fare. Era la nostra ispirazione”.

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L’enciclopedia dei Giusti - Genocidio Rom e Sinti

durante lo sterminio del Porajmos ("Distruzione"), negli anni della Seconda guerra mondiale, ci furono persone che salvarono vite, aiutarono bambini o fecero fuggire i prigionieri

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