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I soccorritori (Giusti) palestinesi ed ebrei

di Yair Auron

Interno di un'abitazione distrutta nei massacri di Hebron del 1929

Interno di un'abitazione distrutta nei massacri di Hebron del 1929 Wikimedia Commons

Il Professore della Open University di Israele ed esperto di studi sull'Olocausto Yair Auron, racconta della sua ultima ricerca, da cui è nato il libro Rescuers 1929 - Rescue Stories of Jews and Palestinians in Hebron, sui palestinesi che durante gli scontri del 1929 salvarono gli ebrei dal massacro da parte di altri palestinesi. Insieme a questi soccorritori, per la Giornata Europea dei Giusti 2018, il villaggio di Neve Shalom Wahat Al Salam onorerà anche Alganesh Fessaha, già Giusta al Giardino di Milano, per il suo impegno nel salvare vite umane in Africa. Pubblichiamo di seguito il testo per Gariwo del professore.

Il sanguinoso conflitto tra ebrei e palestinesi continua da oltre 100 anni e non se ne vede la fine. Molti innocenti palestinesi ed ebrei sono stati uccisi, a volte anche brutalmente massacrati, durante questo terribile conflitto.

Di fatto in entrambe le società, l’atteggiamento e il punto di vista maggioritario è che l’altra parte sia composta da assassini. "I palestinesi vorrebbero uccidere gli ebrei e gettarli in mare", dichiarano molti ebrei israeliani, mentre altrettanti palestinesi sostengono che gli ebrei vogliano deportarli, commettere un atto di pulizia etnica, fino a perpetrare un genocidio.

Da entrambe le parti sentiamo parlare degli eventi, o massacri, del 1920, 1921, 1936-1939, della guerra del 1948 (guerra d'indipendenza per gli ebrei e disastro della Nakba per i palestinesi...). I responsabili sono sempre stati quelli dell'"altra parte", i nemici.

Tuttavia, durante tutti questi eventi che hanno caratterizzato l’annoso conflitto, fino ai giorni nostri, ci sono stati coloro che hanno salvato persone dell’altra parte, della "fazione del nemico" (un capitolo del libro tratta proprio degli attuali soccorritori presenti in entrambe le società).

In ogni conflitto armato ci sono gli assassini, gli sterminatori, i colpevoli, ma ci saranno SEMPRE anche i Soccorritori, i Salvatori, i Giusti. Sì è vero, sono meno dei perpetratori, e molto meno degli indifferenti - coloro che restano a guardare passivamente.

Dopo molti anni di studio e insegnamento della Shoah e dei Genocidi, ho deciso di focalizzarmi su coloro che hanno salvato vite umane durante diversi conflitti; i salvatori, i Giusti. Tra questi, lavoro in particolare per identificare quegli ebrei e palestinesi che hanno salvato persone del "campo del nemico". Per fare ciò essi hanno rischiato la loro vita o quella delle loro famiglie, a volte persino perdendola.

QUESTI ATTI DI EROISMO UMANO SONO QUASI SCONOSCIUTI tra gli israeliani e i palestinesi e ancora meno noti nel mondo.

Perché li ignoriamo? Perché l’atteggiamento in entrambe le società e nelle loro leadership politiche, purtroppo, è caratterizzato dalla non volontà di raccontare queste storie, perché conoscere i Salvatori, i Giusti del “camponemico”, può distruggere lo stereotipo negativo che vede il nemico come un mostro.

Nelle due molto commoventi iniziative che si sono svolte per presentare il mio nuovo libro "Rescuers of 1929 – Stories of Jews and Palestinians in Hebron and Jerusalem", Padres Publishing House, 2018 (Salvatori del 1929 – storie di ebrei e palestinesi a Hebron e a Gerusalemme) nella mia università, la Open University di Israele, e nel mio paese, Neve Shalom – Wahat Al Salam, il pubblico ha sollevato molte domande come: "Ho finito il liceo e ho preso una laurea in Israele, perché è la prima volta che sento parlare dei salvatori palestinesi?”.

La nostra antologia racconta degli atti eroici durante quelli che in Israele sono noti come “i massacri del 1929”. Alcuni studiosi considerano questi eventi come l’inizio fisico del sanguinoso conflitto tra ebrei e palestinesi ("1929 Anno Zero del conflitto israelo-palestinese", è il titolo di un libro del Professor Hill Cohen che ha contribuito anche al mio volume).

Durante gli eventi che iniziarono il 23 agosto 1929, furono uccisi 133 ebrei, ma anche 116 palestinesi alcuni dei quali dalla polizia inglese (la Palestina era sotto mandato inglese tra il 1917 e il 1948), altri furono uccisi e perfino massacrati dagli ebrei. Io stesso non conoscevo questi dettagli fino a poco fa…

Il focus del libro è su Hebron, il teatro del conflitto del 1929. Sessantasette ebrei furono massacrati, ma oltre 600 di loro, che vivevano nella città, furono salvati dai palestinesi di Hebron.

Da quando è uscito il libro ho appreso nuovi dettagli sui palestinesi che salvarono gli ebrei da altri membri delle comunità, che abitano altrove (per esempio a Gaza) e ho acquisito anche nuove commoventi testimonianze dirette da Hebron.

Vogliamo tradurre il libro in arabo e magari anche in altre lingue. La rilevanza morale, educativa e filosofica di questi atti morali è sempre enorme. È un’altra testimonianza di quello che per me, dopo così tanti anni di lavoro sulla Shoah e i genocidi, è il valore universale della vita umana, dovunque si trovi, inclusa, ovviamente, quella dei palestinesi e degli ebrei.

Abbiamo deciso di onorare nel nostro Giardino dei Giusti, nella Giornata dei Giusti 2018, la dottoressa Alganesh Fessaha, che sta salvando molti rifugiati in Africa, e i palestinesi che salvarono gli ebrei a Hebron nel 1929.

Yair Auron, Professore alla Open University di Israele e co-fondatore di Gariwo-Israele

5 marzo 2018

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Giornata europea dei Giusti

Il valore dell’individuo e della responsabilità personale

Il 10 maggio il Parlamento di Strasburgo ha approvato la Dichiarazione scritta che istituisce il 6 marzo come Giornata europea in memoria dei Giusti.
Il concetto di Giusto, nato dall’elaborazione del memoriale di Yad Vashem per ricordare i non ebrei che sono andati in soccorso degli ebrei, diventa così patrimonio di tutta l’umanità.

Dal 7 dicembre 2017 la Giornata dei Giusti è solennità civile in Italia: ogni anno il 6 marzo celebriamo l’esempio dei Giusti del passato e del presente per diffondere i valori della responsabilità, della tolleranza, della solidarietà.

Il termine “Giusto” non è più circoscritto alla Shoah ma diventa un punto di riferimento per ricordare quanti in tutti i genocidi e totalitarismi si sono prodigati per difendere la dignità umana.

Il significato di questa decisione richiama uno degli elementi fondanti della cultura europea: il valore dell’individuo e della responsabilità personale.

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