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Fritz Bauer (1903 - 1968)

Magistrato tedesco che contribuì coraggiosamente a smascherare i crimini nazisti

Ebreo tedesco e patriota socialdemocratico antinazista, fu costretto a rifugiarsi nei paesi scandinavi. Alla fine della guerra tornò a Francoforte e da magistrato si mise in testa di ridare onore al suo Paese cercando di processare i responsabili dell’Olocausto. Nella Germania degli anni Cinquanta fu considerato uno scocciatore invasato e i servizi segreti tedeschi, ancora pieni di ex nazisti, cercarono di fermarlo.

Bauer nacque a Stoccarda. Studiò diritto ed economia nelle università di Heidelberg, Monaco di Baviera e Tubinga. Dopo la laurea in giurisprudenza, divenne ausiliare del giudice per il tribunale distrettuale di Stoccarda. Nel 1920 si iscrisse al Partito Socialdemocratico (SPD), grazie al deputato Kurt Schumacher (1946-1952), veterano della Prima Guerra mondiale che, nel dopoguerra, sarà Presidente del partito dal 1952 fino alla sua morte. Nel 1924, Schumacher e Bauer fondarono un'organizzazione paramilitare per difendere la Repubblica di Weimar dagli attacchi dei nazisti. Nel maggio del 1933 Schumacher e Bauer furono arrestati insieme ad altri militanti e rinchiusi nel campo di concentramento per oppositori politici di Heuberg. Bauer e altri sette dirigenti del partito accettarono di firmare una dichiarazione di rinuncia all'attività politica, per poter ottenere la scarcerazione. Bauer venne comunque destituito dai suoi incarichi. Schumacher invece si rifiutò e rimase internato per una decina d’anni. Nel 1936 Bauer dovette rifugiarsi in Danimarca, da dove, nel 1940, in seguito all'invasione tedesca, si trasferì Svezia, dove, assieme al socialdemocratico Willy Brandt (1913-1992), che sarà Cancelliere della Repubblica Federale dal 1969 al 1974, fondò il periodico “Sozialistische Tribüne”. Fece ritorno in Germania nel 1949, quando fu istituita la Repubblica Federale Tedesca. In patria divenne dapprima direttore dei tribunali distrettuali per poi ricoprire la carica di procuratore di distretto nella città di Braunschweig. Nel 1956 fu assegnato al ruolo di procuratore del distretto dell'Assia, con sede a Francoforte sul Meno dove occupò questa posizione fino alla sua morte.

Nel dopoguerra, Bauer fu molto attivo nel tentativo di ottenere giustizia per le vittime del regime nazista: nel 1958 la class action da lui promossa contribuì a dare inizio al processo di Francoforte sui crimini commessi nel campo di concentramento di Auschwitz. Nel 1957 Fritz Bauer, informato da Lothar Hermann (ex deportato nei campi dì concentramento nazisti), fece sapere ai servizi segreti israeliani del Mossad che il gerarca nazista Adolf Eichmann, sfuggito al Processo di Norimberga, si era nascosto in Argentina. Bauer si era rivolto a Israele perché non si fidava della polizia e del sistema giudiziario tedeschi, temendo che avrebbero avvertito Eichmann (quando Bauer aveva fatto richiesta per ottenere l'estradizione di Eichmann in Germania, il governo, che voleva mettere una pietra sopra sul passato, si era opposto). Nel novembre del 1959, grazie al geologo e storico Gerhard Klammer, che aveva collaborato come agrimensore (dal 1950 al 1953), con Eichmann in un’impresa di costruzioni nella Provincia di Tucumán, Bauer ebbe l’indirizzo preciso del luogo di residenza del nazista a Buenos Aires. Si recò di persona in Israele dove, senza rivelare le identità di coloro che gliele avevano fornite, passò le informazioni raccolte dalle sue fonti, convincendo il Mossad ad agire. L’11 maggio 1960 una squadra di agenti segreti israeliani catturarono Eichmann a Buenos Aires e lo estradarono clandestinamente in Israele, dove fu processato (tra il 11 aprile e il 15 dicembre 1961), condannato a morte e impiccato (il 31 maggio 1962).

Nel 1961, insieme a Gerhard Szczesny, Bauer fondò un'organizzazione per i diritti dell'uomo, la “Humanistische Union”, e continuò a dare la caccia agli ex nazisti, a proposito dei quali rimase famosa una sua frase nel 1964: “Devi sapere che c'è un iceberg, ne vediamo una piccola parte, ma la maggior parte non si vede”. Il 1º luglio 1968, Bauer fu trovato morto nella sua vasca da bagno: dopo l'autopsia, che riscontrò nel cadavere la presenza di sonniferi, il medico legale indicò il suicidio come causa probabile del decesso.

Nel 1995, a Francoforte sul Meno, è stato fondato in suo onore il “Fritz Bauer Institut”, uno dei più importanti istituti internazionali di ricerca, indipendente e interdisciplinare, sulla storia dell'Olocausto e il suo impatto fino ai nostri giorni.

Bibliografia
Irmtrud Wojak, Fritz Bauer. Eine Biographie, 1903-1963, C.H. Beck, Münich 2009
Ronen Steinke: Fritz Bauer: oder Auschwitz vor Gericht, Piper Verlag, Farnkfurt 2013.

Lo scrittore francese Olivier Guez ha raccontato la storia di Bauer nel libro L’impossibile ritorno. Storia degli ebrei in Germania dopo il 1945 (Flammarion, Paris 2007) ed è stato co-sceneggiatore del film di Lars Kraume, Lo Stato contro Fritz Bauer (2015).

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