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Aleksandr “Alik” Ilyich Ginzburg (1936 - 2002)

giornalista, difensore dei diritti umani

Aleksandr Ginzburg

Aleksandr Ginzburg

Nipote di Evgenija Solomonovna Ginzburg, finita la scuola Ginzburg iniziò subito a fare lavoretti come aspirante giornalista. Alla fine del 1959, Ginzburg pubblicò, assieme a Jurij Timofeevič Galanskov la rivista letteraria cladestina“Feniks” (ne furono prodotti soltanto due numeri: (“Feniks-60”e poi “Feniks-66” nel 1966). Fu anche cofondatore dell’almanacco poetico “Sintaksis” (le prime due edizioni, 1959 e 1960, contenevano, tra l’altro, poesie di Bella Achatovna Achmadulina e Evgenij Aleksandrovič Evtušenko). Queste pubblicazioni clandestine sovietiche (samizdat), divennero, nonostante fossero proibite, assai diffuse grazie a una rete di agguerriti lettori-editori (chi riceveva una copia la ribatteva a macchina in sei copie e la distribuiva ad altri che si impegnavano a fare lo stesso, finche un esemplare non finiva in Occidente e allora veniva stampato e, spesso, tradotto). Per questa iniziativa, Ginzburg fu espulso dall’Università di Mosca, arrestato e condannato a due anni di campo di lavoro. Tornato libero nel 1962 fu impossibilitato a trovare un qualsiasi lavoro: si occupò di arte underground, vendita di libri proibiti e proiezioni domestiche di film vietati. 

Nel dicembre 1965 realizzò un grande scoop giornalistico: il dossier Libro bianco sul caso Sinjavskij-Daniel', che oltre a registrare le reazioni della società civile al clamoroso processo contiene i verbali delle varie udienze (raccolti dalle mogli degli imputati), i testi, le arringhe e le ultime dichiarazioni di Sinjavskij e Daniel'. Questo importante lavoro di controinformazione fu arrestato il 23 gennaio del 1967, nel 1968, fu condannato a 5 anni di Gulag a regime duro nella Repubblica di Mordovia. Laggiù Ginzburg, convinto assertore della non violenza ma consapevole dei suoi e degli altri diritti, fece ripetuti scioperi della fame e proteste. Tornato in libertà il 22 January 1972, fu costretto a risiedere a Tarusa (a 80 km a sud di Mosca). Divenne amico e allo scrittore Aleksandr Isaevič Solženicyn, col quale organizzò il Fondo per l’aiuto ai prigionieri politici, finanziato con i diritti derivanti dal successo internazionale del volume Arcipelago Gulag. Avendo anche l’Unione Sovietica firmato nel 1975 gli Accordi di Helsinki (che prevedevano, tra l’altro, l’impegno al rispetto dei diritti umani), nel 1976 Ginzburg fondò il “Gruppo Helsinki” a Mosca. Viene nuovamente arrestato nel 1977 e condannato a 8 anni di Gulag. Tuttavia nell'aprile 1979, insieme ad altri quattro esponenti del dissenso, venne scambiato con due spie sovietiche ed estradato direttamente negli Stati Uniti. Solo in un secondo momento, la moglie Arina Sergeevna Zholkovskaja, compagna di tutte le sue battaglie, riuscì a raggiungerlo insieme ai figli Aleksandr e Aleksej. Con loro Ginzburg si trasferì a Parigi, dove lavorò come editorialista, fino al 1997, nel settimanale in lingua russa "Russkaja Mysl'".

Libri:

Nivat, Georges e Kravetz, Marc, URSS: gli scrittori del dissenso: Bukowsky, Calamov, Daniel, Guinzburg, Pliusc, Solgeniztin, La Biennale di Venezia/Marsilio, Venezia 1977.

Giardini che onorano Aleksandr “Alik” Ilyich Ginzburg

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