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Lev Emmanuilovic Razgon (1908 - 1999)

detenuto nel Gulag, fondatore di “Memorial”

Lev Emmanuilovic Razgon

Lev Emmanuilovic Razgon

Giornalista e scrittore nato a Gorki (in Bielorussia), da una famiglia ebraica (Mendel Abramovich Razgon e Glika Izrailevna Shapiro). Si trasferì negli anni Venti a Mosca. Lavorando come sorvegliante nei centri di vacanza destinati ai giovani pionieri con la missione di educare i giovani a costruire un mondo migliore. Assunto da una casa editrice si occupò, tra l’altro, di un progetto di divulgazione scientifica per ragazzi. Contemporaneamente coltivò anche la passione per la storia. "Purtroppo" – scriverà più tardi riferendosi alle sue vicende di deportazione e agli anni di prigionia - "non sono stato io ad occuparmi della storia; è la storia ad essersi occupata di me". 

Nel 1938, all’epoca del terrore staliniano, venne arrestato e deportato. Trascorre 17 anni tra carcere, confino e Gulag:  un’esperienza estrema che “reclama verità”. Scrive Razgon nel suo libro-diario La nuda verità: ”Io non ho dimenticato anzi questo pensiero non ha mai abbandonato la mia mente. Io non ho dimenticato e non voglio dimenticare. Infatti questo non è un libro su di me, ma su quanti, come me sono stati rinchiusi e che ora non ci sono più e nessuno ricorda. Verso di loro avevo un debito morale. Avverto il lettore che ciò che racconto non è frutto di fantasie, tutto è reale, date, nomi, luoghi, vittime, boia. Senza nascondere niente”. 

Razgon venne liberato e riabilitato nel 1955, dopo aver perso la prima moglie Oksana (figlia di un alto ufficiale del Commissariato del popolo per gli Affari Interni, NKVD, con il quale Ragon aveva brevemente collaborato), morta nel lager all’età di 22 anni, e aver incontrato la seconda, Rika Efremovna Berg, al campo di Ust’-Vymlag. Rika diventerà la sua compagna di viaggio nelle peregrinazioni di una difficile esistenza e a lei Lev dedicherà il libro-diario. 

Nel 1987 pubblicò numerosi articoli e racconti autobiografici sulle riviste “Ogonek” e “Junost”. Da questo materiale ricaverà, nel 1989, La nuda verità. Del volume è uscita una seconda edizione ampliata che contiene il lungo racconto, A fascicoli aperti, dove l'autore scrive di sè e della prima moglie Oksana utilizzando i documenti delle inchieste del KGB ai quali aveva avuto finalmente accesso. In un altro libro, Con gli occhi di un bambino, struggente e di grande impatto emotivo, ha ripercorso la sua infanzia e le sue radici ebraiche.

Nel 1988 Razgon aderì al Partito Radicale Italiano. Alla fine degli anni Ottanta partecipò con Sacharov alla fondazione dell’associazione "Memorial" al fine di raccogliere documenti sull’epoca del terrore staliniano e in difesa dei diritti umani. Ha inoltre fatto parte della Commissione di grazia e giustizia istituita del presidente Eltsin per l’abolizione della pena di morte e per la riforma del sistema giudiziario. Nel 1992 è stato insignito del premio Sacharov per il valore di testimonianza civile reso nel corso della sua lunga attività di scrittore. 

Libri:

- Lev Razgon, La nuda verità. Il romanzo della vita offesa, L’ancora del Mediterraneo, Napoli, 2000.
- Lev Razgon, Con gli occhi di un bambino, Tranchida editore, Milano 2001.

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