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Libertà di espressione

Rassegna stampa | Giornata mondiale della libertà di stampa 2021 al Giardino dei Giusti

Il resoconto su stampa e tv dell'iniziativa con i giornalisti del 3 maggio


Omaggio ai Giusti dell'informazione al Giardino dei Giusti

In occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa, il 3 maggio, dedicata quest’anno dall’Unesco all’Informazione come Bene Pubblico, Gariwo ha invitato tutti i direttori delle testate giornalistiche italiane e i rappresentanti della Stampa Estera a Milano a visitare il Giardino dei Giusti di tutto il mondo al Monte Stella.


I Giusti e la libertà di stampa

Gariwo ritiene importantissimo celebrare la Giornata mondiale della libertà di stampa del 3 maggio. Abbiamo deciso farlo con i principali operatori dell’informazione del nostro Paese, invitando al Giardino dei Giusti dell’Umanità tutti i direttori delle testate giornalistiche italiane, l’Ordine dei giornalisti e una rappresentanza della Stampa estera a Milano. L’obiettivo è dimostrare il nostro sostegno e il nostro incoraggiamento ai professionisti dell’informazione e l’invito a non abbassare la testa di fronte alle ingiustizie.


Libertà di espressione

contro il pensiero unico

La libertà di espressione è tra i diritti umani fondamentali la prima a essere colpita dai regimi autoritari, con gradazioni sempre maggiori man mano che ci si avvicina al prototipo della società totalitaria. La censura impone il bavaglio alla stampa e viene impedito ai giornalisti di fare il proprio mestiere, riducendoli a semplice cassa di risonanza del governo. Anche le altre libere manifestazioni del pensiero sono sotto attacco, nessuno viene risparmiato: gli intellettuali, gli scrittori, i registi... persino le arti figurative vengono strettamente controllate. La repressione colpisce duramente tutte le forme di autonomia dell'individuo, in primo luogo le opinioni, le idee personali, che rappresentano la maggior minaccia per chi vuole imporre "il pensiero unico".
Nell'Italia fascista, nella Germania nazista e nella Russia sovietica, nella Cina maoista e nei regimi dittatoriali dell'America Latina, così come nelle moderne teocrazie e nuove autocrazie, i libri scomodi venivano messi all'indice, fino ai roghi nelle piazze,  e gli storici, scienziati, accademici, artisti non allineati costretti all'esilio o rinchiusi in carcere.
Il totalitarismo entrava nelle case e imponeva il proprio controllo all'interno della famiglia, dove dominava la paura di essere traditi persino dalle persone più care. Si innescava così un meccanismo di autocensura: per sopravvivere si preferiva rinunciare non solo a esprimere le proprie idee, ma anche a ... pensarle. Non restava che omologarsi alla dottrina espressa dal leader al potere.
Chi cerca di resistere, di mantenere la propria individualità e libertà interiore, perde tutto, ma la sua autonomia, sommata alla resistenza di tanti altri nelle stesse condizioni, mina alle fondamenta un regime dittatoriale, fino al suo crollo finale.