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Libertà di espressione

Russia: si muore di giornalismo

Editoriale di Francesco Bigazzi, giornalista

La cifra è agghiacciante. Il sito della “Fondazione in Difesa della Glasnost” (gdf.ru), che con grande tempestività tiene continuamente aggiornata la lista dei giornalisti uccisi o scomparsi, fornisce una statistica drammatica: dal


Russia, il massacro dei reporter scomodi

Sulle pagine della Stampa Franchetti traccia un bilancio della situazione a Mosca: "Dal 2000 nel Paese ci sono stati 19 omicidi irrisolti di giornalisti, oltre a decine di brutali pestaggi. Solo quest’anno sono già stati ammazzati otto giornalisti. In quest’ultima settimana altri due sono stati ferocemente aggrediti".


"In Russia domina la censura"

A quattro anni dall'assassinio della reporter il figlio di Anna Politkovskaya  denuncia a Gariwo la mancanza di libertà di espressione a Mosca. Il medico sudanese Halima Bashir ha ottenuto il premio in memoria della giornalista assegnato dall'associazione RAW.


Turchia condannata per omicidio Hrant Dink

Storica sentenza della Corte europea: Ankara è stata giudicata colpevole per non aver protetto la vita del giornalista e per non aver tutelato la sua libertà di espressione. Alla famiglia riconosciuto un risarcimento di 105.000 euro.



A Toni Capuozzo il Premio "Hrant Dink"

Il riconoscimento nasce per commemorare il giornalista armeno ucciso a Istanbul nel 2007. Il vincitore della terza edizione è il celebre inviato di guerra, conduttore del settimanale Terra!


Assassinati in Cecenia e Dagestan

Dopo l'omicidio della giornalista Estemirova, altri due attivisti per i diritti umani uccisi in Cecenia. Un giornalista ucciso in Dagestan.


Libertà di espressione

contro il pensiero unico

La libertà di espressione è tra i diritti umani fondamentali la prima a essere colpita dai regimi autoritari, con gradazioni sempre maggiori man mano che ci si avvicina al prototipo della società totalitaria. La censura impone il bavaglio alla stampa e viene impedito ai giornalisti di fare il proprio mestiere, riducendoli a semplice cassa di risonanza del governo. Anche le altre libere manifestazioni del pensiero sono sotto attacco, nessuno viene risparmiato: gli intellettuali, gli scrittori, i registi... persino le arti figurative vengono strettamente controllate. La repressione colpisce duramente tutte le forme di autonomia dell'individuo, in primo luogo le opinioni, le idee personali, che rappresentano la maggior minaccia per chi vuole imporre "il pensiero unico".
Nell'Italia fascista, nella Germania nazista e nella Russia sovietica, nella Cina maoista e nei regimi dittatoriali dell'America Latina, così come nelle moderne teocrazie e nuove autocrazie, i libri scomodi venivano messi all'indice, fino ai roghi nelle piazze,  e gli storici, scienziati, accademici, artisti non allineati costretti all'esilio o rinchiusi in carcere.
Il totalitarismo entrava nelle case e imponeva il proprio controllo all'interno della famiglia, dove dominava la paura di essere traditi persino dalle persone più care. Si innescava così un meccanismo di autocensura: per sopravvivere si preferiva rinunciare non solo a esprimere le proprie idee, ma anche a ... pensarle. Non restava che omologarsi alla dottrina espressa dal leader al potere.
Chi cerca di resistere, di mantenere la propria individualità e libertà interiore, perde tutto, ma la sua autonomia, sommata alla resistenza di tanti altri nelle stesse condizioni, mina alle fondamenta un regime dittatoriale, fino al suo crollo finale.

Multimedia

Anna Politkovskaja. Una donna sola

documentario di "La storia siamo noi"

La storia

Zeng Jinyan

cyber attivista dei diritti umani