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Libertà di espressione

Etiopia, bavaglio al dissenso

In Etiopia le Ong che si occupano di diritti umani hanno condannato il fermo di 24 persone, tra loro un noto giornalista, con l'accusa di cospirare con i ribelli per rovesciare il governo.


Usi Skype? Rischi 15 anni di carcere

In Etiopia il carcere o multe salatissime sono le pene per chi usa il popolare servizio di telefonia anche per pochi secondi.


Minacciato il giornale della Politkovskaya

Il capo dell'agenzia investigativa russa Aleksandr Bastrykin ha minacciato di morte Sergej Sokolov di Novaya Gazeta. Il reporter indagava sul comportamento dell'agenzia in un caso di strage. I blogger: "Il regime dirà anche stavolta che segue standard europei?".  


Giornalista ucciso in Messico

Il giornalista messicano Marco Antonio Ávila García è stato rapito, torturato e ucciso. Il suo corpo è stato rinvenuto qualche giorno fa, lo scorso 18 maggio.  È il quinto giornalista ucciso in un mese nel Paese.


Libertà (?) di stampa

In molti Paesi è un traguardo ancora da raggiungere, i giornalisti pagano spesso con la vita il fatto di svolgere bene il proprio lavoro.


Siria, allarme per la sorte di Mazen Darwish

Continua la detenzione illegale di Mazen Darwish, presidente del Centro sirano per i Media e la Libertà di espressione. L'uomo era stato messo in manette a febbraio, insieme ad altri 13 attivisti che erano negli uffici del Centro.


Libertà di espressione

contro il pensiero unico

La libertà di espressione è tra i diritti umani fondamentali la prima a essere colpita dai regimi autoritari, con gradazioni sempre maggiori man mano che ci si avvicina al prototipo della società totalitaria. La censura impone il bavaglio alla stampa e viene impedito ai giornalisti di fare il proprio mestiere, riducendoli a semplice cassa di risonanza del governo. Anche le altre libere manifestazioni del pensiero sono sotto attacco, nessuno viene risparmiato: gli intellettuali, gli scrittori, i registi... persino le arti figurative vengono strettamente controllate. La repressione colpisce duramente tutte le forme di autonomia dell'individuo, in primo luogo le opinioni, le idee personali, che rappresentano la maggior minaccia per chi vuole imporre "il pensiero unico".
Nell'Italia fascista, nella Germania nazista e nella Russia sovietica, nella Cina maoista e nei regimi dittatoriali dell'America Latina, così come nelle moderne teocrazie e nuove autocrazie, i libri scomodi venivano messi all'indice, fino ai roghi nelle piazze,  e gli storici, scienziati, accademici, artisti non allineati costretti all'esilio o rinchiusi in carcere.
Il totalitarismo entrava nelle case e imponeva il proprio controllo all'interno della famiglia, dove dominava la paura di essere traditi persino dalle persone più care. Si innescava così un meccanismo di autocensura: per sopravvivere si preferiva rinunciare non solo a esprimere le proprie idee, ma anche a ... pensarle. Non restava che omologarsi alla dottrina espressa dal leader al potere.
Chi cerca di resistere, di mantenere la propria individualità e libertà interiore, perde tutto, ma la sua autonomia, sommata alla resistenza di tanti altri nelle stesse condizioni, mina alle fondamenta un regime dittatoriale, fino al suo crollo finale.

Multimedia

Anna Politkovskaja. Una donna sola

documentario di "La storia siamo noi"

La storia

Ayse Nur (Sarisözen) Zarakoglu

fu più volte incarcerata in Turchia per avere testimoniato la verità sul genocidio armeno