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Libertà di espressione

Siamo tutti Hrant Dink

Regimi autoritari come in Cina,  gruppi nazionalisti non del tutto invisi alle autorità come in Turchia, poliziotti collusi con il narcotraffico come in Honduras, Presidenti autoritari come l'ecuadoriano Correa: nel mondo è strage di reporter. Il Comitato per la Protezione dei Giornalisti denuncia una situazione insostenibile, mentre Gariwo esprime la sua solidarietà alla vedova del giornalista della rivista turco-armena Agos.  


Cina: la poesia dietro le sbarre

Zhu Yufu ha sessant'anni, è stato messo in carcere dal regime cinese lo scorso aprile con l'accusa di sovversione a causa di alcuni versi che incitano il popolo cinese a ribellarsi.


Nuovo omicidio di un reporter in Russia

Gazhimurat Kamalov è stato freddato giovedì poco dopo la mezzanotte mentre lasciava l'ufficio del giornale Chernovik, che aveva fondato lui stesso per denunciare la corruzione delle autorità del Dagestan. Sono 19 gli omicidi irrisolti di reporter russi a partire dal 2000. Tra essi quello di Anna Politkovskaya, per la quale esiste un albero nel Giardino dei Giusti di Milano.  


Nasce un comitato di solidarietà per Zarakolu

L'avvocato Sennur Baybuga, che assiste Ragip Zarakoglu incarcerato ingiustamente in Turchia, ha coinvolto l'Associazione degli editori turchi, l'Unione turca scrittori, il Comitato per la Libertà di Pensiero e altri importanti individui e istituzioni in un'azione volta a denunciare l'abuso compiuto ai danni di Zarakoglu e a ottenerne la liberazione. 


Il bavaglio sui blogger

Internet fa paura ai dittatori: sono molti i blogger arrestati, dalla Siria, alla Russia all'Egitto.


Premi Sacharov riuniti a Bruxelles

Il 23 novembre, il Presidente del Parlamento europeo Jerzy Buzek ha invitato i vincitori dell'ambito riconoscimento a discutere del ruolo delle tecnologie nella difesa dei diritti umani. Dall'incontro emergono un auspicio di maggior coinvolgimento dell'Unione Europea in questo campo e qualche riserva sul ruolo di Facebook e Twitter


Libertà di espressione

contro il pensiero unico

La libertà di espressione è tra i diritti umani fondamentali la prima a essere colpita dai regimi autoritari, con gradazioni sempre maggiori man mano che ci si avvicina al prototipo della società totalitaria. La censura impone il bavaglio alla stampa e viene impedito ai giornalisti di fare il proprio mestiere, riducendoli a semplice cassa di risonanza del governo. Anche le altre libere manifestazioni del pensiero sono sotto attacco, nessuno viene risparmiato: gli intellettuali, gli scrittori, i registi... persino le arti figurative vengono strettamente controllate. La repressione colpisce duramente tutte le forme di autonomia dell'individuo, in primo luogo le opinioni, le idee personali, che rappresentano la maggior minaccia per chi vuole imporre "il pensiero unico".
Nell'Italia fascista, nella Germania nazista e nella Russia sovietica, nella Cina maoista e nei regimi dittatoriali dell'America Latina, così come nelle moderne teocrazie e nuove autocrazie, i libri scomodi venivano messi all'indice, fino ai roghi nelle piazze,  e gli storici, scienziati, accademici, artisti non allineati costretti all'esilio o rinchiusi in carcere.
Il totalitarismo entrava nelle case e imponeva il proprio controllo all'interno della famiglia, dove dominava la paura di essere traditi persino dalle persone più care. Si innescava così un meccanismo di autocensura: per sopravvivere si preferiva rinunciare non solo a esprimere le proprie idee, ma anche a ... pensarle. Non restava che omologarsi alla dottrina espressa dal leader al potere.
Chi cerca di resistere, di mantenere la propria individualità e libertà interiore, perde tutto, ma la sua autonomia, sommata alla resistenza di tanti altri nelle stesse condizioni, mina alle fondamenta un regime dittatoriale, fino al suo crollo finale.

Multimedia

Anna Politkovskaja. Una donna sola

documentario di "La storia siamo noi"

La storia

Ayse Nur (Sarisözen) Zarakoglu

fu più volte incarcerata in Turchia per avere testimoniato la verità sul genocidio armeno