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"La Storia ci ha insegnato che non tutto ciò che è legale è giusto. Non possiamo negare i diritti fondamentali"

Don Mussie Zerai Yosief al Giardino di Milano, onorato come Giusto

Don Mussie Zerai Yosief, il sacerdote e attivista eritreo, dottore in teologia, fondatore della Ong Habeshia che da oltre vent’anni si occupa di assistere i migranti, è stato onorato come Giusto segnalato dalla società civile al Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano. In questa occasione, ha partecipato ad un dibattito presso l'Anfiteatro del Giardino i cui protagonisti sono stati gli studenti che hanno affollato il Monte Stella per celebrare la Giornata dei Giusti.
Partendo da una domanda semplice fatta da un bambino - che cosa possiamo fare noi che siamo bambini nel nostro piccolo per migliorare il mondo? - Zerai ha regalato spunti di riflessione importanti per il nostro presente.

"Intanto prima di tutto potete conoscere", risponde Zerai, "conoscere la realtà dove vivete, i problemi che ci sono intorno a voi, ciascuno di noi può fare la differenza. Noi possiamo fare quella goccia di bene che insieme alle altre crea un oceano di bene. Se tutti fanno la propria parte, si creeranno condizioni di vivibilità nella società e di solidarietà verso chi è in difficoltà".

"Io mi occupo dei profughi", prosegue Zerai, "e anche io sono arrivato come migrante 30 anni fa. Le persone che mi hanno insegnato che anche un gesto semplice è importante sono state due".

"Due ragazzi allora diciannovenni che mi chiesero da quanto tempo non sentissi i miei familiari. Risposi che non li sentivo da un mese perché non avevo soldi per chiamarli. Così, mi comprarono due schede per le cabine telefoniche con 10.000 lire dentro. Quelle schede mi hanno permesso di chiamare i miei genitori e mia nonna per dirgli che stavo bene, che ero arrivato in Italia salvo".

Il pensiero di Don Mussie Zerai non può non spostarsi sulla tragedia dei migranti nel Mediterraneo. Dopo l'ultimo terribile naufragio avvenuto sulle coste calabresi

"Quante famiglie stanno piangendo per quei morti?" dice Zerai. Quante famiglie sono preoccupate per i tanti dispersi. Negli ultimi 25 anni il Mediterraneo è diventato un cimitero a cielo aperto. Oltre 40.000 persone sono morte in quel mare. Visto che ci sono alcuni politici qui, vorrei dire a loro, a tutti, che ci dobbiamo sempre ricordare che dobbiamo garantire i diritti di tutti, soprattutto di coloro che sono vulnerabili. Quello che sta succedendo nel Mediterraneo è un crimine contro l'umanità, non è un incidente ma è una strage. Non possiamo stare in silenzio".

"Il diritto in questi questi ultimi anni si sta trasformando in privilegio. In un incontro a Bruxelles, un politico mi disse che le Convenzioni come quella di Ginevra erano state fatte pensando a noi, inteso come noi occidentali, non per voi che venite dall'Africa'. Ecco questo non è un diritto".

"Spesso noi adulti ci nascondiamo dietro a un dito chiamato legalità, ma la Storia ci ha insegnato che non tutto ciò che è legale è giusto. Se fosse così, sarebbe stato giusto perseguitare gli ebrei, i rom, gli omosessuali... perché secondo le leggi di quel tempo era legale. Non possiamo nasconderci dietro a questo e negare i diritti fondamentali di una persona; se qualcuno ci presenta questo come legale, noi siamo chiamati a mettere in discussione la legge, confrontandola con la giustizia".

Le parole di Don Mussie Zerai hanno lasciato qualcosa negli studenti che lo hanno ascoltato e in tutti coloro che sono passati dal Giardino dei Giusti per condividere una mattinata fatta di pensieri da portarsi a casa, di realtà difficili da ascoltare ma anche di messaggi positivi per il futuro. Un mondo più giusto a cui ognuno può contribuire.  

"I diritti dei più deboli non sono diritti deboli" ci ricorda Zerai.

Helena Savoldelli, Responsabile del coordinamento Redazione

8 marzo 2023

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