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Miomir Mile Plakalovic (1952)

il tassista che a Sarajevo ha trasportato feriti e perseguitati di tutte le nazionalità

Miomir Mile Plakalovic è nato a Sarajevo nel 1952.

Tassista a Sarajevo, durante la guerra ha rischiato la vita ogni giorno trasportando feriti e perseguitati per la città, non chiedendo altro che dove fossero diretti.
Per questo, nel 2010 ha ricevuto il Dusko Kondor Civil Courage Award, con la seguente motivazione:

“Consapevole del rischio, ha dimostrato il suo coraggio civile trascorrendo coraggiosamente ogni giorno, senza eccezioni e per 1440 giorni, per le strade della Sarajevo assediata, raccogliendo i feriti e trasportandoli negli ospedali, sotto il fuoco di fucili di precisione e schegge di bombe a mano, salvando così la vita di decine di concittadini feriti di Sarajevo, compresi molti bambini”.

Nel libro di Svetlana Broz, I Giusti nel tempo del male (Erickson, 2008), si legge la testimonianza di Serafina Lukic, croata, professoressa di lingua e letteratura, che ricorda l’incontro con Mile.
Serafina racconta che tutti i giorni Albert Abinum, membro del Centro Ebraico, le dava del cibo da portare alla sua famiglia sparsa in tutta la città. Un giorno, “sotto il fuoco dei cecchini, correvo da mio fratello a Marijin Dvro per portargli da mangiare, quando ho sentito lo stridio dei freni di una macchina. Ho visto un taxi che si è fermato nel bel mezzo di un incrocio. ‘Dai, entra, se no qua moriamo tutti e due. Ma dove stai andando?’ mi ha chiesto il tassista. Più tardi ho saputo che quell’autista era Mile Plakalovic, famoso tassista serbo che durante tutto l’assedio ha trasportato, gratuitamente, le persone in lungo e in largo per la città; raccoglieva sui marciapiedi i feriti dai cecchini e dalle granate e li portava in ospedale”.

Mile, ricorda ancora Serafina, le offrì un passaggio ogni volta che la incontrò per le strade della città, senza chiedere mai a quale nazionalità appartenesse. A volte la accompagnava al forno, dove anche lui andava a prendere il pane che poi distribuiva, e le regalava un intero pane caldo. “Non dimenticherò mai - conclude Serafina - il profumo del pane caldo con il quale, durante l’inverno, mi riscaldavo il viso, correndo a portare il cibo ai miei familiari”.

La biografia è tratta dall’archivio del Premio Dusko Kondor per il Coraggio Civile. Ringraziamo Svetlana Broz per il materiale fornito alla redazione

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L’enciclopedia dei Giusti - Pulizia etnica e genocidio nei Balcani

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