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Predrag Matvejevic (1932 - 2017)

lo scrittore dissidente

Predrag Matvejević nasce nel 1932 a Mostar, da padre russo originario di Odessa e madre croata.
Si laurea in lingua e letteratura francese a Zagabria, e nel 1967 consegue il dottorato alla Sorbona di Parigi.

Membro del gruppo di Praxis, rivista di filosofia di Zagabria (il cui obiettivo era incoraggiare un discorso critico sul socialismo jugoslavo) celebre per i seminari con gli studenti sull’isola di Curzola, come tale gli viene impedito di parlare agli studenti nel 1968.
Dal 1970 Matvejević interviene nel dibattito pubblico con una serie di 75 “lettere aperte” (raccolte come samizdat e pubblicate in seguito col titolo Epistolario dall'altra Europa) in cui difende i dissidenti, sovietici o jugoslavi che fossero. “Quando l’ho cominciato - dirà Matvejević nel 1992 - non intendevo fare un libro, un vero libro. Le lettere partono da 22 anni fa, ho iniziato a scriverle nel 1970 e finiscono qualche mese fa, nell’estate di quest’anno. La prima edizione è uscita nel 1985, una edizione samizdat. 75 lettere in cui difendo le libertà, non in senso teorico, né in senso generico, ma la libertà degli scrittori, della letteratura, degli intellettuali, della intellighenzia. Dall’Unione Sovietica alla Jugoslavia, da Andrej Sinjavski a Danilo Kiš, c’è bisogno di ricominciare a credere nella parola letteraria”.

Amico del polacco Jacek Kuroń, Predrag si tiene in contatto con gli altri intellettuali e dissidenti dell'Europa orientale; espulso dalla Lega dei Comunisti Jugoslavi nel 1974, diventa dissidente egli stesso. Nel 1987 conquista la notorietà con il volume Mediteranski brevijar (trad. it. Breviario mediterraneo, 1988), opera singolare che, nel ricostruire la storia di una parola ("Mediterraneo"), condensa narrativa, saggistica e accurata documentazione storico-culturale. Con le sue attività, Matvejević si esprime a favore dei diritti umani, in particolare della libertà di parola, e sostiene quanti sono stati condannati per crimini politici. 

Nel 1989 è stato cofondatore dell'Associazione per l'iniziativa democratica jugoslava, la prima associazione politica indipendente del Paese: il suo obiettivo era trovare una soluzione pacifica alla crisi jugoslava.

Matvejević insegna Letteratura francese alla Facoltà di Filosofia dell'Università di Zagabria fino al 1991. Lo scoppio del conflitto, le persecuzioni (tra cui tre colpi di pistola esplosi contro la sua cassetta delle lettere) e le calunnie lo costringono a lasciare la Croazia. A Mostar un suo nipote, pacifista, viene torturato, ucciso e gettato dagli ustaša nella Neretva.
Dal 1991 al 1994 insegna quindi Letteratura slava alla Nouvelle Sorbonne (Parigi III), mentre dal 1994 al 2007 è docente di lingua e letteratura serba e croata presso l'Università La Sapienza di Roma. Nel 2006 diventa cittadino italiano.

In esilio, diviene una potente voce di critica delle società ex jugoslave. Nel 2001 pubblica un articolo, "I nostri talebani", sul quotidiano di Zagabria Jutarnji List, in cui accusa alcuni scrittori e intellettuali di essere responsabili delle parole incendiarie che hanno alimentato la guerra. Uno di questi, Mile Pešorda, lo cita in giudizio per diffamazione, e nel 2005 Matvejević viene condannato a cinque mesi (con pena sospesa) per calunnia e ingiuria. Matvejević rifiuta di fare appello, perché ritiene che così facendo avrebbe riconosciuto la legittimità della causa stessa. La condanna viene confermata nel 2010.

Predrag Matvejević ha ricevuto diversi riconoscimenti, come la Legion d’Onore in Francia, il titolo di Commendatore dell’Ordine della Stella della Solidarietà in Italia, la cittadinanza onoraria della città di Sarajevo e l’Ordine di Danica in Croazia.
Vicepresidente onorario a vita dell'International Pen Club di Londra, nel 2013 gli è stato assegnato il Premio Duško Kondor per il coraggio civile.

La biografia è tratta dall’archivio del Premio Dusko Kondor per il Coraggio Civile. Ringraziamo Svetlana Broz per il materiale fornito alla redazione

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