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Resistenza al fondamentalismo

"Sono nata nel 1969, ma festeggio oggi i miei 25 anni"

Ayaan Hirsi Ali si è trasferita in Olanda nel 1992 dalla Somalia per sfuggire a un matrimonio combinato. La prima parte della sua vita è stata segnata dall'obbedienza all'Islam, la seconda l'ha portata alla piena indipendenza economica e personale - raccontata nel suo libro di testimonianza: Infedele. La Sueddeutsche Zeitung ha raccolto un suo scritto autobiografico, ne proponiamo la traduzione.


Le stragi settarie non uccidono sempre la solidarietà

Durante la strage di Marawi del 28 maggio, nelle Filippine, un capo musulmano, rischiando di essere ucciso dai terroristi filo-Isis, ha nascosto numerosi cristiani in un mulino. La solidarietà tra cristiani e islamici non si è rotta né a causa del terrorismo, né per via della violenza del Presidente Duterte.


Chi dice donna può dire anche "fatwa"

Centinaia di studiose islamiche donne riunite in Indonesia hanno condannato il matrimonio minorile, la violenza sessuale sulle donne e la distruzione dell'ambiente. Le ulema donne finora avevano un ruolo minore, ma oggi hanno dimostrato di contare. 


"Soffro senza odiare"

“Un discorso giusto e sconvolgente”, così Le Nouvel Observateur definisce le parole di Etienne Cardiles, il compagno di Xavier Jugelé, il poliziotto di 37 anni ucciso durante l'attentato sugli Champs-Elysées. Il discorso riprende le parole di Antoine Leiris, che aveva perso la moglie nell'attacco al Bataclan.


I Giusti che ci fanno vincere le nostre paure

Qualche cosa di nuovo potrebbe accadere nella complessa battaglia culturale contro il terrorismo nel mondo islamico, ma anche in Europa, dopo l’incontro che avverrà a Milano tra la guida tunisina Hamadi ben Abdesslem e i turisti da lui salvati al Bardo, a due anni dall’attentato dell’Isis al Museo.


L'educazione e l'amore contro l'odio

L'intervento di Hamadi ben Abdesslem alla conferenza "La battaglia culturale contro il terrorismo fondamentalista islamico", il secondo dei quattro incontri sulla crisi dell'Europa e i Giusti del nostro tempo organizzati da Gariwo in collaborazione con il Teatro Franco Parenti, con il patrocinio dell'Università degli Studi di Milano e della Fondazione Corriere della Sera.


Resistenza al fondamentalismo

i musulmani moderati di fronte all'estremismo jihadista

Come dice Valentina Colombo, docente di Geopolitica del mondo islamico all'Università Europea di Roma e curatrice della raccolta di saggi di Tarek Heggy  Le prigioni della mente araba:

"passare dal livello dell’islam a quello dei musulmani, delle persone comuni, è indispensabile per potere cogliere una realtà dove l’interpretazione estremista e letterale del testo coranico convive con la fede vissuta in modo intimo e personale. Ed è proprio passando dal livello dell’islam a quello dei musulmani che troviamo i “giusti”. [...] è necessario rintracciare e mettere in evidenza quei musulmani che lottano, mettendo anche a repentaglio la propria vita, in nome della libertà di tutti gli esseri umani senza se e senza ma. [...] “Giusto” nel mondo islamico è chi crede nella libertà di religione e di espressione, chi non è deviato da ideologie che privano l’uomo dell’obiettività nel giudicare l’Altro. “Giusto” può essere un intellettuale, un politico, ma anche una persona semplice la cui sensibilità, la cui umanità prevalgono sull’ideologia dominante. Nel mondo islamico contemporaneo difendere un cristiano o un ebreo, scrivere una poesia sull’Olocausto, recarsi in Israele, reclamare pari diritti tra uomini e donne è sempre più rischioso. Purtroppo il silenzio a livello nazionale e internazionale non aiuta i “giusti” nel mondo islamico, non li protegge.Raccontare le storie, avviare un elenco di “giusti” provenienti da questo contesto è di fondamentale importanza per aiutare queste voci e per fare sì che queste voci e queste persone possano essere d’esempio ad altre, dare coraggio ad altre, affinché la schiera dei “giusti” si allarghi e combatta insieme a noi la battaglia in nome dei diritti umani universali a prescindere dall’appartenenza etnica o religiosa". 

Il libro

La mia guerra all'indifferenza

Jean-Sélim Kanaan (con Alexandre Levy)

La storia

Razan Zaitouneh

un'avvocatessa in difesa dei diritti umani e contro il fanatismo in Siria